Economia 8 Agosto Ago 2014 1634 08 agosto 2014

Tango bond, l'affare è delle banche

Deutsche Bank, Citigroup, Jp Morgan e HSBC si sono offerti di acquistare l'80% dei titoli in mano agli hedge fund. Intanto Kirchner si appella ad Obama.

  • ...

Cristina Fernandez de Kirchner, presidente dell'Argentina ha chiesto aiuto a Obama per salvare il suo Paese. Salvare l’Argentina potrebbe trasformarsi in un business interessante soprattutto per le banche. Deutsche Bank, Jp Morgan Chase, Citigroup e HSBC hanno organizzato un consorzio per acquistare dagli hedge funds i tango bond non ristrutturati, che il governo di Buenos Aires dovrebbe risarcire con un miliardo e mezzo di dollari. I tre istituti starebbero portando avanti una doppia trattativa. La prima direttamente con Paul Singer, boss di Elliott Management e uno dei tre investitori aiutati dalla sentenza del giudice Thomas Griesa. A Singer e agli altri hedge fund avrebbero offerto l’80% del valore totale del debito argentino nelle loro mani. Sull’altro versante, avrebbero preso contatti con il governo di Cristina Kirschner, garantendole, in cambio di un risarcimento pieno, di far uscire l’Argentina dal default tecnico, nel quale il Paese è finito a luglio. IL PIANO DI DEUTSCHE BANK, CITIGROUP, JP MORGAN E HSBC Il piano di Deutsche Bank, Citigroup, Jp Morgan e HSBC è semplice. Gli holdouts come Elliott Management incasserebbero nel brevissimo periodo un ristoro quasi pieno. E registrerebbero comunque una plusvalenza altissima, visto che hanno pagato quegli stessi bond agli originari sottoscrittori un quinto del loro valore facciale. Contemporaneamente, avrebbero già promesso ai vertici argentini di aspettare fino alla fine dell’anno per chiedere il rimborso pieno, come stabilito dalla corte di New York. Cioè dopo che sarà scaduta la cosiddetta clausola Rufo, quella che impedisce al governo sudamericano di riconoscere agli altri bondholds un trattamento migliore di quello garantito a chi ha accettato la ristrutturazione. In questo modo l’Argentina potrebbe evitare nuovi contenziosi giudiziari, rifinanziarsi a costi adeguati e, soprattutto, sbloccare i 539 milioni di dollari presso la New York Mellon, con i quali Buenos Aires deve pagare le cedole sui bond con scadenza 2033. CRISTINA KIRCHNER TENTA DI SALVARE IL PAESE CON UN APPELLO A OBAMA Intanto il governo di Buenos Aires studia altre soluzioni per resistere alle ripercussioni del default. Innanzitutto si affida alle leva keynesiana per muovere l'economia. La presidente Cristina Kirchner ha annunciato lo stanziamento di due miliardi di pesos (circa 180 milioni di euro) per costruire 3.300 nuovi autobus, così da incrementare il trasporto urbano. Tassi e credito agevolati per quelli che costruiranno alloggi residenziale. Mentre passa da 600 a 2mila pesos il salario per i giovani disoccupati che accettano di seguire un corso professionale. Non si ferma neppure la battaglia legale. Il giudice Thomas Griesa, lo stesso che ha condannato l’Argentina a risarcire in toto i bondholds, ha convocato le parti per una nuova udienza. Ma da Buenos Aires non si attendono cambiamenti. Anche perché la signora Kirchner ha denuncia contro gli Stati Uniti alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia e ha chiesto a Barack Obama di intervenire perché «non è possibile che non si possano porre limiti a questo magistrato».

Correlati

Potresti esserti perso