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GUERRA LEGALE 8 Agosto Ago 2014 2028 08 agosto 2014

Telecom studia azione di responsabilità contro Telefonica

Il gruppo italiano studia un'azione di responsabilità.

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Gli uffici di Telecom.

Brasile sempre più caldo per la telefonia europea.
Telecom Italia, infatti, si prepara ad avviare un'azione di responsabilità per concorrenza sleale nei confronti di Telefonica, suo azionista di riferimento.
CONTESTATA L'OFFERTA SPAGNOLA. La compagnia italiana contesta le operazioni che il colosso spagnolo delle Tlc, presieduto da Cesar Alierta, ha avviato all'inizio di agosto per rafforzarsi in terra carioca, quando ha annunciato di aver presentato un'offerta da 6,7 miliardi di euro per acquistare il provider brasiliano Global Village Telecom (Gvt), controllato dalla francese Vivendi, e aggregarlo a Telefonica Brasil.
Alierta ha messo sul piatto anche la cessione dell'8,3% di Telecom Italia, una mossa che cambierebbe di colpo gli assetti nel capitale della società italiana, perché di fatto sostituirebbe Telefonica con l'ingresso di Vivendi, di cui è socio e vice presidente Vincent Bolloré, la stessa carica che ricopre in Mediobanca, a sua volta azionista di Telecom Italia. Il cui titolo in Borsa ha subito grossi rovesci alla notizia delle manovre degli spagnoli.
PATUANO, PRONTA CONTROFFERTA A VIVENDI. Ma le contromosse del gruppo guidato da Marco Patuano non si sono fatte attendere, e non si limitano all'azione legale.
Mediobanca e Citigroup, infatti, sono al lavoro per confezionare insieme al management dell'azienda una controfferta su Gvt da presentare a Vivendi che possa battere quella di Telefonica.
La proposta prevede uno scambio azionario che permetterebbe ai francesi di acquisire una quota nel gruppo italiano, e dovrebbe essere pronta sul tavolo del prossimo consiglio di amministrazione la cui convocazione è in programma dopo Ferragosto.
Al tavolo della trattativa siede anche Tarak Ben Ammar, storico amico di Bolloré, nonché consigliere d'amministrazione di Telecom Italia e Mediobanca.

Possibile aumento di capitale per rafforzare Tim Brasil

L'amministratore delegato di Telecom Marco Patuano.

Tra le strade aperte per Patuano ci sarebbe anche quella di un aumento di capitale per il rafforzamento patrimoniale di Tim Brasil, la conversione delle risparmio in ordinarie al servizio dell'aumento e, a quel punto, la fusione fra Tim Brasil e Gvt.
«Perché la proposta sia economicamente confrontabile con quella di Telefonica, ipotizziamo che le relative valutazioni di Tim Brasil e Gvt debbano essere tali da produrre una diluizione di TI inferiore al 40% della nuova società dall'attuale 67% di Tim», hanno ipotizzato gli analisti di Equita.
A monte invece, con un aumento di capitale riservato, Vivendi entrerebbe direttamente in Telecom.
COINVOLGIMENTO DI MEDIASET? Alcuni non escludono che l'operazione possa aprirsi anche ad altri investitori.
Vengono subito in mente i buoni rapporti tra Vivendi e Mediaset e i recenti incontri, al tavolo della parte italiana per le pay tivù, tra le due società.
Quello a cui Patuano punterebbe è soprattutto la valenza industriale dell'accordo, sulle due sponde dell'Oceano.
DISTRIBUZIONE DI CONTENUTI IN ITALIA. Secondo gli analisti di Kepler Chevreux, Telecom Italia potrebbe aggiungere all'offerta a Vivendi la distribuzione dei contenuti in Italia (50% di copertura della popolazione in fibra entro il 2016 in un Paese privo di cavi), il che potrebbe supportare un deal con una componente in contanti inferiore.
«Telecom Italia potrebbe in ogni caso di valutare un aumento di capitale per rafforzare il proprio bilancio», hanno commentato gli analisti, «per consentire a Vivendi di entrare in un gruppo con un leverage più basso, e per finanziare investimenti in Italia e in Brasile per la nuova società Tim Brasil-Gvt».

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