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ECONOMIA 9 Agosto Ago 2014 1227 09 agosto 2014

Italia, boom delle imprese gestite da cinesi

Aziende cresciute del 6% in Italia fra il 2012 e il 2013. Rimesse giù.

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Boom delle imprese cinesei in Italia: +6% tra il 2012 e il 2013.

In Italia sono diminuite le imprese guidate da italiani, mentre sono cresciute quelle gestite da stranieri.
Una tendenza che ha visto protagoniste alcune nazionalità, su tutte quella cinese. Tra il 2012 e il 2013, secondo la Cgia di Mestre, le imprese con a capo un cittadino non italiano sono aumentate del 3,1%, toccando, in valore assoluto, quota 708.317. Quelle condotte da cittadini cinesi hanno addirittura registrato un vero e proprio boom: +6,1%, superando di poco la soglia delle 66 mila nità.
Le imprese italiane invece sono diminuite dell'1,6%.
AL TOP MAROCCO, ROMANIA E CINA. Degli oltre 708 mila imprenditori stranieri presenti nel nostro Paese, il Marocco è il Paese di provenienza che ne conta il maggior numero: 72.014. Segue la Romania con 67.266, e subito dopo la Cina con 66.050. Il 60% circa dei capitani d'impresa stanieri ha la propria base operativa in sole quattro regioni: Lombardia, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna.
CENTRI MASSAGGI CINESI: +34%. Tra il 2012 e il 2013, un'attività in particolare ha conosciuto un'espansione record: quella dei servizi alla persona erogati da imprese cinesi. Parrucchieri, centri estetici e centri massaggi sono in tutto poco più di 3.400, ma l'aumento nel periodo considerato è stato esponenziale: +34%. Gli altri settori maggiormente interessati dalla presenza di aziende cinesi sono il commercio con quasi 24.050 attività, il manifatturiero con poco più di 18.2000 imprese, e la ristorazione con oltre 13.700 attività (dati 2008).
«FORTE VOCAZIONE AL BUSINESS». Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, ha spiegato: «Non dobbiamo dimenticare che i migranti cinesi si sono sempre contraddistinti per una forte vocazione all'attività di business. Se l'incidenza degli imprenditori stranieri sul totale dei residenti stranieri presenti in Italia è pari al 14,4%, quelli cinesi rappresentano addirittura il 29,6%. Su oltre 223 mila cinesi residenti in Italia, ben 66 mila guidano un'attività economica».
IN CALO LE RIMESSE VERSO IL PAESE D'ORIGINE. Le imprese aumentano, ma calano le rimesse. Che nel 2013 hanno fatto registrare un forte calo: l'ammontare complessivo delle somme inviate verso la Cina è stato di 1,10 miliardi di euro, meno della metà dell'importo registrato nel 2012 (2,67 mld di euro). «Da sempre», ha concluso Bortolussi, «le principali aree di provenienza dei migranti cinesi sono le province del Sud Est del paese: Zhejiang, Fujian, Guangdong e Hainan. Per queste persone, la ricerca del successo si trasforma in una specie di debito morale nei confronti della famiglia allargata e degli amici, che da sempre costituiscono un sostegno irrinunciabile per chi vuole emigrare. Non è un caso che nonostante la contrazione registrata nel 2013, l'etnia cinese continui a essere al primo posto nel flusso di rimesse verso il Paese d'origine».

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