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COMMENTO 11 Agosto Ago 2014 1126 11 agosto 2014

Italia in recessione, Renzi bocciato dall'Economist

Grillo riporta l'articolo: «Enorme ammaccatura per la credibilità».

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Il premier Matteo Renzi.

Matteo Renzi e l'economia non sembrano avere un buon feeling. Dopo la recessione tecnica certificata dall'Istat, il premier ha replicato attraverso il Financial Times alle ingerenze europee sul percorso che l'Italia deve imboccare per uscire dal tunnel. Ma l'Economist, in un articolo del 9 agosto riportato l'11 agosto dal blog di Beppe Grillo col titolo L'Europa boccia Renzie, ha criticato l'azione del governo in ambito economico. «Nessuno si aspettava una prestazione così scarsa. Se la stima sarà confermata, vorrà dire che la crescita del secondo trimestre è la più debole di sempre a partire dal 2000», si legge.
EFFETTO DEMORALIZZANTE. «Il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha fatto buon viso a cattivo gioco sui numeri indicando un aumento incoraggiante della produzione industriale nel mese di giugno. Ma l'inversione delle fortune economiche dell'Italia avrà un effetto profondamente demoralizzante su una nazione che pensava che il peggio fosse passato».
GLI 80 EURO NON BASTANO. La notizia della recessione, secondo l'Economist, «lascia anche un'ammaccatura enorme nella credibilità della strategia complessiva del governo». Lo stratagemma principale di Renzi per stimolare la crescita «sono stati 80 euro in meno di tasse mensili per i lavoratori a basso reddito». Una mossa «dal sapore politico, perché ha aiutato il premier a tacitare l'ala sinistra del suo partito e a ottenere una vittoria impressionante alle elezioni europee di maggio. Ma il capo dell'associazione dei commercianti ha detto che l'impatto della riduzione delle imposte sul consumo interno è stata quasi invisibile».
TAGLI ALLA SPESA PER 15-20 MILIARDI. Per l'Economist, «se l'Italia vuole rispettare i propri impegni di riduzione di bilancio della zona euro, senza aumentare le tasse, saranno necessari tagli alla spesa profondi (di 15, 20 miliardi secondo i più). Ma se il governo non agisce rapidamente per liberare i mercati e favorire la razionalizzazione e l'efficienza, c'è il rischio che i tagli faranno ulteriormente calare la domanda accelerando la spirale discendente in cui l'economia è intrappolata».
L'articolo si chiude con una provocazione: «Renzi, un appassionato di tecnologia digitale, ha paragonato il suo programma di riforma costituzionale con il Pin di un telefono cellulare. Solo dopo aver digitato il numero, ha spiegato, il telefono funzionerà. Ma cosa succede se nel frattempo la batteria si è scaricata?».

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