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ECONOMIA 11 Agosto Ago 2014 1355 11 agosto 2014

Pil Italia 2014, Moody's taglia le stime di crescita

Riviste le previsioni dall'agenzia di rating Usa.

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L'agenzia di rating Moody's ha rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano del 2014.

Ancora cattive notizie per il Prodotto interno lordo italiano. Dopo il taglio delle stime da parte del Fondo monetario internazionale e l'allarme dell'Istat sullo spettro della recessione, è arrivata Moody's a rivedere al ribasso la crescita del nostro Paese.
Secondo l'agenzia di rating Usa le stime per il Pil nel 2014 si sono assestate a -0,1%, contro la precedente previsione che vedeva l'economia italiana in ripresa dello 0,5%.
RIFORME TROPPO LENTE. Inoltre, sempre secondo Moody's, il rinvio della ripresa è destinato a pesare sulla politica fiscale, ma pure sul clima politico dell'Italia.
A lanciare l'allarme è stato un report dedicato al nostro Paese dopo i dati del Pil del secondo trimestre. Per l'agenzia con sede a New York, la colpa è della lentezza delle riforme e delle lacune nella performance di bilancio. Fattori che possono pure aumentare le tensioni con i partner europei, come la Germania.
L'OCSE PIÙ OTTIMISTA. A dare fiducia alle tesi del governo, è l'Ocse che, nella pubblicazione del suo superindice, ha parlato di una fase «positiva» per la crescita italiana, gettando invece qualche nube sulla locomotiva tedesca, per la quale gli economisti di Parigi hanno teorizzato una «perdita di slancio».
Per l'organizzazione internazionale, per «reattività alle riforme», l'Italia è però il fanalino di coda tra i Paesi della periferia dell'Eurozona con l'indice dello 0,6 (stesso risultato dell'Irlanda). Vanno meglio Spagna (1,5), Portogallo (1,3) e pure la Grecia, addirittura all'1,6.
Fiducia è arrivata anche dall'andamento delle Borse, che dopo una piccola correzione alla pubblicazione del commento di Moody's, hanno ripreso slancio, con Milano che chiude a +1,4% e Francoforte a +1,9%, seguite da Parigi (+1,2%) e Londra (+1%)
MANCA L'EFFETTO 80 EURO. Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil Moody's ha indicato per il 2014 e il 2015 il dato del 2,7%, anche se ha specificato che ci sono significativi rischi di rialzo.
Sul rapporto debito/Pil, invece, l'agenzia americana ha effettuato una stima al 136,4% per l'anno in corso che dovrebbe scendere al 135,8% tra 12 mesi.
Un commento anche sul bonus di 80 euro introdotto dal governo di Matteo Renzi e già criticato da Confcommercio: nel documento di Moody's è scritto che l'effetto potrebbe avere un impatto solo nella seconda parte del 2014.
Con le sue affermazion, ha concluso Moody's, il Commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha rivelato «le difficoltà dell'Italia nel rendere permanenti le riduzioni di spese di fronte alla pressione politica».
RENZI: «NON SUPEREREMO IL 3%». Come ribadito anche nell'intervista al Financial times, Renzi intanto si mostra fiducioso. «Non ho intenzione di superare il tetto del 3%. Speriamo di aver una crescita migliore nella seconda metà» e chiudere con un deficit al 2,9%. Certo «dobbiamo fare di più», perché gli investitori stranieri «mi chiedono di andare ancora più veloce» di quello che stiamo già facendo. «Quando parlo al telefono con il Senato, con le autorità fiscali, con quelle giudiziarie e gli chiedo di andare più veloci» con le riforme «loro mi rispondono: 'Nessuno in Italia è mai andato così veloce'». E in effetti «neanche i dittatori sono riusciti a fare le cose così velocemente».

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