Economia 11 Agosto Ago 2014 1554 11 agosto 2014

Vendemmia 2014, sono 1,2 milioni gli occupati

  • ...

Meno quantità, più qualità. Per la gioia dei compratori internazionali che in Italia cercano soprattutto vino doc: è quanto emerge da uno studio preparato in vista di Vinòforum Trade, fiera in agenda a Roma a novembre. E così mentre inizia la vendemmia gli addetti ai lavori iniziano ad affilare le armi perché secondo la Coldiretti a causa del clima anomalo di inizio estate, il raccolto sarà più contenuta dello scorso anno che con oltre 49 milioni di ettolitri era stato particolarmente ricco. Una stima, quella dell'associazione degli agricoltori, resa nota in occasione del distacco del primo grappolo di uva in franciacorta e secondo la quale sarà un testa a testa con la Francia per il primato produttivo 2014: i trasalpini dovrebbero imbottigliare 46,4 milioni di ettolitri, in media con gli ultimi cinque anni. IL 40% DELLA PRODUZIONE SARA' DOC. A far ben sperare, però, è la qualità della produzione made in Italy: per oltre il 40% sarà destinata ai 332 vini doc e ai 73 vini docg, il 30% ai 118 vini a igt riconosciuti in Italia e il restante 30% a vini da tavola. Numeri che fanno la gioia dei compratori attesi in Italia in autunno: l'87% cerca vino doc, lasciando intendere che ormai, anche il consumatore straniero ha sviluppato una consapevolezza e una capacità di selezione che va ben oltre il generico "made in Italy". D'altra parte, con l'inizio della vendemmia si attiva in Italia un motore economico che genera quasi 9,5 miliardi di fatturato solo dalla  vendita del vino e che occupa 1,25 milioni di persone. "La decisa svolta verso la qualità ha messo in moto nel vino un percorso virtuoso in grado di conciliare ambiente e territorio con crescita economica e occupazionale anche attraverso l'integrazione di categorie come giovani, donne e immigrati che in questo momento hanno maggiori difficoltà nell'accesso al lavoro" afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo. IL VINO COINVOLGE 18 SETTORI DELLA PRODUZIONE, DAL VETRO AL TURISMO. La ricaduta occupazionale riguarda sia le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia quelle impiegate in attività connesse e di servizio: per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben 18 settori di lavoro dall'industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro. Sul fronte dei compratori emerge che il 39% dei presenti a Vinòforum trade è americano a conferma che gli Stati Uniti sono ormai il primo cliente del vino italiano con un aumento del 7% del valore delle importazioni dal nostro paese nel 2013. Cresce anche le presenza dei canadesi, ma è sopratto l'Asia il mercato che più incuriosice i vignaioli. Alla fiera di Roma, il 14% dei buyer arriverà da Oriente: un mercato che, nonostante le complessità, è quello con i più alti tassi di crescita. Solo Singapore ha segnato un +11% a valore lo scorso anno (che diventa + 60% per lo spumante)

Correlati

Potresti esserti perso