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CRISI 12 Agosto Ago 2014 1540 12 agosto 2014

Crisi, Istat: in deflazione 10 grandi città italiane

Luglio, inflazione 0,1%. Mai così dal 2009.

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Deflazione in 10 città italiane ad agosto.

Da Torino a Bari passando per Firenze e Roma: è allarme deflazione in 10 grandi città italiane. A lanciare l'allarme è stata l'Istat.
I prezzi, invece che salire hanno invertito la tendenza, scendendo rispetto ai livelli registrati nel 2013. Una notizia positiva per le tasche dei consumatori, ma non in tutti i casi. Quando si accosta a una disoccupazione in ascesa e a un'economia in recessione il risultato è la paura.
SULLE ORME DEL GIAPPONE. Per capirsi gli economici hanno fatto l'esempio del Giappone e alla crisi che per due decenni ha colpito il Paese.
La mancata crescita dei prezzi in determinate circostanze può, infatti, avere l'effetto di paralizzare il sistema, anzi, peggio, di innescare un circolo vizioso che porta al collasso.
Per ora, però, i segni meno sono limitati a determinate aree territoriali, mentre la media nazionale a luglio, come ha confermato l'Istat, si mantiene positiva, anche se ai minimi da cinque anni e a un solo passo dallo zero (+0,1%).
L'Italia non è in deflazione, ma l'allarme è ormai stato lanciato.
SPIRALE CHE PORTA ALLA CRISI. D'altra parte a terrorizzare è proprio la spirale, la catena 'maledetta': si parte con i consumi deboli che spingono a una riduzione dei listini. Ma, ed è questo il problema, la domanda non risponde alle sollecitazioni. Allora si fa ancora leva sui prezzi, abbassandoli ancora, ma non cambia niente, perché mancano tutte le altre condizioni di rilancio, finché la produzione perde ogni stimolo e il valore di beni e servizi si annulla.
Ovviamente si tratta di una dinamica teorica, di casi di scuola, ma la posta in gioco è talmente alta che la deflazione, abbinata a una crescita anemica, viene vista come uno spettro.
INDICE ANCORA IN RIBASSO. Con luglio s'è arrivati alla terza diminuzione consecutiva dell'indice, ormai sotto quota 1% da 11 mesi. Per rintracciare un periodo così lungo di bassa inflazione bisogna fare un salto indietro di 55 anni.
Non stupisce quindi se il sistema prezzi scricchioli: sia su base territoriale, con le flessioni maggiori a Livorno (-0,7%), Verona e Torino (-0,5%), sia guardando ai diversi settori.
Interi comparti, infatti, risultano in deflazione, tra cui l'alimentare, che con un -0,7% annuo, segna il ribasso più forte da quasi 10 anni.
AI MINIMI DAL 1997. D'altra parte l'insieme dei prodotti che vanno a finire nel carrello della spesa, dal cibo ai detersivi, ha toccato il minimo dal 1997.
Neppure il caro vacanza è riuscito a risollevare il tasso: voli e traghetti aumentano solo a confronto con giugno, mentre calano rispetto all'estate precedente. Ora occhi puntati sul mese in corso. E a riguardo l'Istat nell'ultima nota mensile, datata 31 luglio, qualcosa ha lasciato presagire: «L'inflazione potrebbe ulteriormente ridursi ad agosto, prima di una possibile marginale inversione di tendenza in autunno».
AMPLIARE IL BONUS RENZI. Intanto l'economista Alberto Quadrio Curzio ha invitato a considerare l'Italia all'interno del quadro Ue: «La politica economica restrittiva» di Bruxelles e Francoforte «sta portando l'Europa stessa in una situazione di deflazione e recessione, che potrebbe configurare una sindrome giapponese». E stando all'indice armonizzato per i Paesi Ue (Ipca) la Penisola ha già azzerato l'inflazione, registrando una variazione annua nulla, contro lo 0,4% della media relativa all'Eurozona). Cifre lontane dal target Bce del 2%.
Di fronte a questi dati Federconsumatori e Adusbef hanno fatto appello al governo affinché estenda «la platea dei beneficiari del bonus di 80 euro», mentre il Codacons ha avvertito che, se non si cambia marcia, «l'economia italiana rischia l'infarto».

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