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MANOVRE FUTURE 12 Agosto Ago 2014 1602 12 agosto 2014

Economia, il governo lavora a piano triennale

Per il 2015 'in cassa' 20 miliardi. Occhi a partita Ue flessibilità.

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Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan.

Il governo lavora a un piano triennale per l'economia che potrebbe essere messo nero su bianco con la legge di stabilità, evitando di essere legati alle necessità anno per anno come si è fatto finora. L'orizzonte dei 'Millegiorni' per le riforme indicato anche dal premier Matteo Renzi starebbe prendendo forma anche a via XX settembre, dove i tecnici sono già al lavoro da settimane per comporre il puzzle della prossima legge di bilancio. Nonostante la situazione sia definita dagli stessi uomini del Tesoro come difficile e preoccupante (Renzi ha smentito un'altra manovra), si fanno e rifanno i conti per valutare le necessità e le disponibilità per il prossimo anno, ma anche il possibile ampliamento degli obiettivi da qui al 2017.
DA SPENDING REVIEW A IVA. E intanto in cassa, secondo le previsioni, ci sarebbero tutte le risorse per coprire gli interventi del 2015, che ha bisogno di una 'manovra' di circa 20 miliardi, tra bonus e taglio Irap da rendere permanenti (circa 12 miliardi), spese indifferibili (circa 4) e altri capitoli di spesa, come il rifinanziamento degli ammortizzatori (circa 4 miliardi). Oltre la metà (16 miliardi), come è noto, il governo punta a reperirle dalla spending review. Ma sul fronte delle entrate c'è da tenere conto anche dell'intensificarsi della lotta all'evasione (che potrebbe portare fino a 2 miliardi in più) ma anche del maggiore gettito Iva che si sta registrando grazie all'impulso alle ristrutturazioni arrivati dagli 'ecobonus' (almeno 3 miliardi di Iva in più), oltre che dal pagamento dei debiti Pa.
DIBATTITO APERTO CON L'UE. E c'è da contare anche l'ossigeno sul fronte degli interessi sul debito che arriva dal calo dello spread (almeno 2 miliardi in meno). Ma la novità potrebbe essere proprio quella di guardare a obiettivi di medio periodo. Ecco ad esempio che potrebbe esserci una indicazione temporale già precisa sull'allargamento del bonus, impossibile da attuare nel 2015 vista la congiuntura negativa. Così come gli stessi effetti di un allentamento dei vincoli Ue, se il dibattito aperto a Bruxelles avesse esito positivo, potrebbero essere meglio gestiti in un arco triennale.

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