Economia 12 Agosto Ago 2014 1855 12 agosto 2014

Telecom, le tre grane di Patuano

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Marco Patuano ha annullato le vacanze estive per risolvere le grane della sua Telecom. Telefonica è scappata e va sostituita. La rete di ultima generazione (con lo spin off del doppino per alleggerirsi del debito) è ormai una chimera. Bisogna, con dieci anni di ritardo, riprendere i vecchi progetti di Marco Tronchetti Provera, e integrare banda e contenuti tv. Non c’è tempo di riposarsi, in questa estate torrida, per Marco Patuano. LA CESSIONE TELECON ARGENTINA È RIMANDATA A SETTEMBRE Doveva chiudere la cessione di Telecom Argentina e, con i 960 milioni di euro del deal, rafforzare la cassa dell’ex monopolista italiano rimasto privo di un partner forte e di una strategia industriale. Ora che l’affare argentino è stato rinviato a settembre, il manager piemontese - che non a caso ha annullato le vacanze - ha meno di venti giorni per convincere i francesi di Vivendi a cedergli la brasiliana Global Village Telecom (Gvt) e, soprattutto, a sostituirsi a Telefonica come socio industriale. Ma non solo. Ecco le tre grane da risolvere nell'estate calda di Patuano. 1) SALVARE IL BRASILE Il Brasile è un po' la terra promessa per Telecom. La sua controllata, Tim Brasil, nel 2013 ha segnato ricavi netti in salita del 6,2 per cento e pari a 19,9 miliardi di reais (al cambio circa 6 miliardi di euro), mentre il margine operativo lordo (Ebitda) è aumentato del 4 per cento (a 5,2 miliardi). Un terzo del totale. Un flusso di denaro che aiuta non poco le disastrate casse dell'ex incumbent. Senza contare che quello del Paese sudamericano è uno dei mercati più interessanti al mondo, visto che la presenza di quattro attori rende più mobili i margini di guadagno. Tra i concorrenti c'è anche il socio Telefonica. Che controlla il 100% di Vivo, primo operatore mobile brasiliano e lo scorso anno alquanto zoppincante (l'Ebitda è calata del 10%). Da anni l'antitrust locale (Cade) chiede ad Alierta di scegliere tra quest'azienda e la controllata di Telecom, Tim Brasil. Dopo tanti tira e molla per spingere Patuano a cedere gli asset brasiliani, il manager spagnolo ha trovato un'alternativa che spaventa gli italiani. Lo smacco della mancata integrazione tra Tim Brasil e Gvt Alierta infatti ha messo nel mirino l'operatore di telefonia fissa Global Village Telecom Brasil, offrendo al suo proprietario (i francesi di Vivendi) 6,7 miliardi tra cash e il 12,2% della nuova società più la possibilità di rilevare a prezzi convenienti l’8,3% di Telecom Italia ancora detenuto dagli spagnoli. Per Telecom un doppio smacco: primo perché Patuano da mesi lavora a un'integrazione tra Tim Brasil e Gvt; secondo perché in un colpo solo e con l'addio di Alierta (il presidente della Cdp, Franco Bassanini ha parlato di "atto ostile") l'azienda si scopre debole sia sul mercato interno sia sul fronte brasiliano. Di conseguenza, il management ha una sola strada: convincere Vivendi a vendergli Gvt.

Vincent Bolloré presidente di Vivendi. 2) METTER D'ACCORDO NUOVI E VECCHI SOCI Il 28 settembre il Cda di Vivendi inizierà a valutare l'offerta di Telefonica su Gvt. Ma per quella data i francesi potrebbero ritrovarsi sul tavolo anche un'altra proposta: quella che stanno studiando Patuano con i suoi advisor Mediobanca, Citi e Bradesco. Ma come farà l'azienda italiana a trovare i soldi per il deal per evitare di diventare una realtà regionale? La situazione a Milano non è delle migliori. Nel primo semestre dell'anno i ricavi sono scesi dell’11,2% a 10,55 miliardi con il giro d’affari domestico che si è fermato a 7,5 miliardi in flessione dell’8,2%. Numeri appesantiti anche dal calo del business brasiliano (poco più di 3 miliardi, -1,8%). Più in generale il margine operativo è calato del 7,6 per cento a 4,35 miliardi, mentre il debito è passato dai 26,8 miliardi di dicembre agli attuali 27,35 miliardi. A peggiorare le cose anche il congelamento dello spin off della rete, che nelle intenzioni dell'azienda l'avrebbe aiutata ad alleggerirsi della grande passività. Vivendi sembra la soluzione di tutti i mali In tanta confusione l'ingresso nella vicenda Telco di Vivendi potrebbe risultare una soluzione. Innanzitutto perché l'integrazione tra Tim Brasil e Gvt completerebbe i due gruppi, visto che una opera sul mobile, l'altra sul fisso e che la prima guarda al Nord del Paese e la seconda alla parte sud, più ricca. Poi i francesi (che gestiscono Canal +) farebbero rientrare Telecom in un progetto più ampio: quello che vede i transalpini, Mediaset, la stessa Telefonica e Al Jazeera nella costruzione della prima Paytv europea per fare concorrenza alla nuova SuperSky, nella quale Murdoch ha inserito gli asset britannici, tedeschi e italiani. 3) DIRE ADDIO ALL’ARGENTINA Di conseguenza, Patuano deve stringere su Gvt. Secondo gli analisti di Bernstein l'operazione è possibile. E passa per un aumento di capitale, perché l'offerta potrebbe "essere effettuata in parte in contanti e in parte in azioni". Senza contare che, come nel caso della proposta di Telefonica, Vivendi potrebbe mantenere una partecipazione nella nuova entità brasiliana. In quest'ottica poi si deve guardare sempre al Sud America. Mai come in questa fase Telecom deve vendere la sua controllata argentina. Infatti Patuano vuole usare il ricavato per fare un’acquisizione (la brasiliana Gvt?) per ampliare il suo perimetro d’azione. Il default selettivo in cui è caduta Buenos Aires ha costretto l’ex incumbent a rivedere la tempistica, ma non i suoi piani. In una nota  Telecom Italia e Fintech (l’acquirente degli asset argentini) hanno «convenuto di prorogare al primo settembre prossimo, con termini e condizioni immutate, la validità del contratto di compravendita sottoscritto il 13 novembre 2013, relativo alla cessione dell'intera partecipazione di controllo detenuta da Telecom Italia in Telecom Argentina». L'operazione con Fintech porta in dote 859,5 milioni di dollari Confermato quindi che Fintech per un importo complessivo di 960 milioni di dollari. In una prima fase il gruppo del magnate David Martinez verserà 859,5 milioni di dollari per la cessione del 68% delle azioni ordinarie di Sofora di proprietà di Telecom Italia e di Telecom Italia International (750,8 milioni di dollari), di 15.533.834 azioni di classe B di Telecom Argentina, pari all'1,58 per cento del capitale sociale, di proprieta' di Tierra Argentea (61,2 milioni di dollari), di 2.351.752 American Depositary Shares, corrispondenti a 117.588 azioni preferite di classe B di Nortel, pari all'8% delle azioni preferite di classe B, di proprietà di Tierra Argentea (47,5 milioni di dollari). Gli altri 100,5 milioni di dollari saranno corrisposti per l’affitto della durata di tre anni dei servizi tecnici di supporto per una durata massima di tre anni.

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