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LAVORO 14 Agosto Ago 2014 0746 14 agosto 2014

Articolo 18, ipotesi cancellazione per nuovi assunti

Ipotesi di tre anni senza tutele.

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Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Sarà pure un totem ideologico come tanti, ma abbatterlo è un bel problema. Matteo Renzi e il suo governo sanno bene cosa significhi sfidare l'articolo 18, e non hanno intenzione di correre. Non stavolta. Il premier è stato chiaro: lo Statuto dei lavoratori va cambiato, ma bisogno farlo «tutti insieme». Senza rischiare strappi nella maggioranza, tra i partiti e all'interno dello stesso Pd.
PERIODO DI PROVA. L'idea, secondo quanto pubblicato il 14 agosto dal Corriere della Sera, è quella di una riforma soft. Un periodo di prova di durata variabile, dai sei mesi ai tre anni, senza le tutele dell'articolo 18, che scatterebbero però in caso di assunzione a tempo indeterminato.
Nessuna cancellazione automatica entro il 29 agosto, come richiesto dal Nuovo centrodestra, ma maggiore flessibilità per le aziende.
Il compromesso allo studio piace, tra gli altri, al democratico Cesare Damiano, che ha definito «interessante» la sospensione di tre anni proposta da Renato Brunetta: «Ipotesi che va approfondita e che ha un punto di contatto con quella del Pd».
DAMIANO: «NO ALLE TUTELE SOLO IN CASO DI DISCRIMINAZIONE». Un argomento sul quale Damiano non è disposto a discutere, invece, è l'ipotesi di ridurre le tutele al solo licenziamento discriminatorio. Una proposta che «equivarrebbe a introdurre la libertà di licenziare», ed è per questo «irricevibile».
Intanto prosegue il botta e risposto durissimo tra fautori della modifica e difensori dello Statuto. Arturo Scotto, capogruppo alla Camera di Sinistra ecologia libertà, ha provocato il presidente del Consiglio: «Quindi l’articolo 18 è un totem ideologico, mentre la libertà di licenziare fa parte della modernità di Renzi».
Il leader socialista Riccardo Nencini, viceministro alle Infrastrutture, se l'è invece presa con Angelino Alfano, accusato di «ridurre le ragioni del mondo del lavoro a lucido da scarpe», ha detto Nencini.
BRUNETTA: «INFEZIONE PER IL CORPO SOCIALE». E mentre Laura Puppato ha ricordato come a modificare lo Statuto ci abbia già pensato, nel passato recente, il ministro Elsa Fornero, Brunetta è stato chiaro, e teorizzando un «clan» composto da Cgil e sinistra del Pd, ha dipinto un futuro nero per il Paese: «Se il Totem 18 resiste siamo morti tutti, lo Statuto 18 è diventato un fattore di infezione dell’intero corpo sociale...».
Ecco perché Renzi e i suoi consiglieri sono convinti dell'opportunità di allungare i tempi della discussione e posticiparla a settembre, quando al Senato è previsto che si torni a discutere dell’articolo 4 della delega al lavoro, dove si parla del contratto a tutele crescenti.
Quella potrebbe essere l'occasione giusta per agire, magari eliminando l'articolo 18 per i nuovi assunti. Ma la partita è ancora lunga.

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