Economia 14 Agosto Ago 2014 1111 14 agosto 2014

Fincantieri ora piace a tutti

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Giuseppe Bono, Fincantieri davanti all'enorme nave che ha fatto montare in Piazza Affari che secondo indiscrezioni sarebbe costata oltre 600 mila euro. Dopo un debutto difficile (-18% dalla prima seduta di inizio luglio), l'uscita dei primi giudizi degli analisti finanziari alla scadenza del divieto di copertura da parte degli istituti che hanno seguito l'Ipo è servita a Fincantieri per ripartire con forza in Borsa: in una sola seduta il titolo è salito del 9,33% a 0,69 euro. Ora dovrà consolidare il recupero, anche perché non è stata una giornata di grandi scambi (poco superiori alla media quotidiana) e quindi il gruppo della cantieristica sarà chiamato ad altre prove quando saranno operativi tutti i grandi investitori di Piazza Affari. Ma la panoramica tracciata dalle banche d'affari, soprattutto sul mercato di riferimento della neo quotata, è piuttosto favorevole. Peccato però che siano tutte banche d'affari che hanno avuto a che fare con la quotazione. Vediamo in dettaglio cosa dicono. MEDIOBANCA VEDE CLIENTI DIVERSIFICATI Nel loro report gli analisti di piazzetta Cuccia (rating 'outperform', meglio del mercato, e un target price pari a 0,82 euro) vedono Fincantieri come un marchio ben diversificato, con l'Italia che pesa solo per il 24% dei ricavi e clienti in diverse parti del mondo, anche se si guarda con attenzione a un possibile ordine della Marina italiana. Ben visto il 55% nella norvegese Vard, acquisito nel 2013 in un comparto ritenuto redditizio e che ha ampliato la diversificazione del gruppo italiano. PER CITI E KEPLER È BUY Citigroup e Kepler Cheuvreux si spingono fino a un rating 'buy' a un prezzo obiettivo di 0,85 euro. Gli analisti di Kepler, in particolare, vedono un tasso medio annuo di crescita del margine operativo lordo del 13% tra il 2013 e il 2016. Così come la raccolta ordini è stimata in aumento del 10% e i ricavi in aumento del 12%. La banca d'affari svizzera mette in luce anche il potenziale 'speculativo' sul titolo, considerata la partenza con il freno a mano tirato. MORGAN STANLEY CON TARGET A 0,87, CAUTA CREDIT SUISSE Anche gli analisti di Morgan Stanley hanno visto una sottovalutazione del titolo ed esprimono un giudizio overweight (sovrappesare) con un prezzo obiettivo di 0,87 euro. Secondo il broker statunitense la raccolta ordini è solida, il gruppo è attivo su mercati in crescita e i margini stanno crescendo, mentre la possibile concorrenza interna è molto difficile che possa insediare le posizioni del gruppo. Più cauta di tutte è Credit Suisse, che esprime un primo rating 'neutral' e un prezzo obiettivo di 0,70 euro, sottolineando il rischio di deboli dinamiche di cassa nel breve termine.

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