Economia 14 Agosto Ago 2014 1140 14 agosto 2014

L'Europa è a crescita zero

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Il presidente della Bce è preoccupato per il tasso di inflazione in Europa che è sceso allo 0,4%. Non è solo l'Italia il grande malato d'Europa. I dati del secondo trimestre sul Prodotto interno lordo (Pil) di Germania (-0,2%) e Francia (crescita zero) mostrano che il problema è di tutti e che la crisi non è affatto dietro le spalle. La conferma è arrivata anche dai dati al ribasso dell'intera Eurozona che nel secondo trimestre dell'anno registra crescita zero, mentre a luglio l'inflazione è negativa rispetto a giugno. A dimostrazione che la crisi è tutt'altro che alle spalle. tanto che la Bce presideuta da Mario Draghi ha precisato nel suo bollettino del 14 agosto che le misure già decise dalla Bce «concorreranno a riportare i tassi d'inflazione in prossimità del 2%». Ma non solo. La Bce è «unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali» contro un'inflazione che dovesse rimanere bassa troppo a lungo, ma al momento i rischi per l'andamento dei prezzi sono "limitati". L'EUROZONA È SCHIACCIATA DALL'INFLAZIONE Affosato dalle grandi economia del Vecchio continete, il Pil dell'Eurozona è rimasto invariato nel secondo trimestre dell'anno pur registrando un +0,7% sull'anno. Secondo la prima stima flash di Eurostat nell'Ue a 28 cresce dello 0,2%, con +1,2% rispetto al secondo trimestre 2013 (la crescita nel primo trimestre si era attestata allo 0,2% per l'Eurozona e dello 0,3% per l'intera Ue). Le preoccupazioni della Bce, però, sono soprattutto rivolte al tasso d'inflazione annuale nell'Eurozona calata allo 0,4% a luglio, contro lo 0,5% di giugno. Si tratta del tasso più basso dall'ottobre 2009 e come se non bastasse, cinque paesi sono già in deflazione. A luglio 2013 era a 1,6%. Il tasso di inflazione mensile a luglio è stato di -0,7%. GERMANIA SOTTO DOPO DUE ANNI Per la prima volta dopo due anni, l'economia tedesca arretra come anticipato dall'indice Zew.  E adesso fa davvero paura. Il Pil della Germania cala dello 0,2% nel secondo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente con un dato peggiore rispetto alle attese che indicavano una possibile flessione del -0,1%. La crescita del primo trimestre rispetto all'ultimo del 2013 è stata rivista dal +0,8 al +0,7%.

Il ministro delle finanze francesi Michel Sapin ha rivolto un appello all'Unione europea per allentare la stretta sui Paesi. LA FRANCIA È IMMOBILE  RIVEDE LE STIME PER IL 2014 Francia. Anche la Francia è ferma, la ripresa non si vede, il governo annuncia che non rispetterà i target di deficit fissati al 3,8% per il 2014 sforando il 4% e chiede urgentemente all'Ue un allentamento delle "pretese" sui conti. In contemporanea con i dati sul Pil del secondo trimestre 2014, invariato rispetto allo stallo del trimestre precedente (le attese erano una possibile crescita del +0,1%), su le Monde il ministro delle finanze, Michel Sapin,  ha rivolto un appello all'Unione europea perché allenti la stretta, adattando il ritmo della riduzione dei deficit pubblici alla situazione economica attuale, che costringe anche la Francia a non rispettare i target previsti; dall'altro chiede alla Bce di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per combattere il rischio di deflazione. La Francia ha quindi rivisto le stime di crescita per fine anno allo 0,5% spiegando che nel 2015 il Pil non aumenterà molto più dell'1%. LE ECCEZIONI DI INGHILTERRA E PORTOGALLO In questo contesto brilla la revisione al rialzo del Pil inglese da parte della Banca d'Inghilterra che ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per il 2014 e il 2015, sottolineando la necessità di una stretta sorveglianza della crescita dei salari. La Boe ha alzato le sue previsioni di crescita per il 2014 al 3,5% contro il 3,4% stimato nella sua relazione di maggio, e per il 2015 al 3% contro il 2,9%. Bene anche il Portogallo: Lisbona ha registrato nel secondo trimestre una crescita del Pil dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti (+0,8% su anno). Il dato, rilasciato dall'ufficio statistico, supera le previsioni degli analisti per rispettivamente 0,5% e 0,7%.

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