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POLITICA & ECONOMIA 16 Agosto Ago 2014 2340 16 agosto 2014

Crescita, da Fi l'agenda di Berlusconi a Renzi: la Lega insorge

Brunetta in pressing sul premier. Ma il dialogo irrita il Carroccio.

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In primo piano Renato Brunetta; sullo sfondo il premier Matteo Renzi.

Matteo Renzi rischia di spaccare il centrodestra. Se da una parte Forza Italia ha lanciato messaggi al premier, dall'altro la Lega Nord ha messo in chiaro che chi vuole sostenere il leader del Partito democratico non può dialogare con il Carroccio.
A spaventare la Lega è infatti l'offerta dei sostenitori di Silvio Berlusconi, secondo i quali la «chiave per un futuro positivo del Paese» e per la «salvezza nazionale», è sul piatto. Che è pronto da tempo e servito a Renzi. Il quale non deve far altro, secondo i fedelissimi dell'ex Cavaliere, che prenderne almeno una porzione, in vista dei giorni «difficili» e del «cammino irto» che lo aspetta al varco della ripresa settembrina (leggi i dossier economici).
Il piano è tutto scritto nell'agenda di Silvio Berlusconi, derubricato sotto la voce «responsabilità», per il bene dell'Italia.
L'OFFERTA DI BRUNETTA. A spiegare la linea di Forza Italia, nella mattinata di sabato 16 agosto, dai microfoni di RaiNews24, è stato il capogruppo alla Camera Renato Brunetta ha spiegato come «l'agenda Berlusconi - che prevede riduzione fiscale, attacco al debito, superamento dello statuto dei lavoratori, riforma della giustizia - è sul tavolo, ma non è un soccorso al governo».
Quindi il deputato dell'ex Cavaliere ha spiegato: «Se Renzi accetterà le nostre idee sarà lui che accetterà il nostro punto di vista». E poi Brunetta ha aggiunto: «La situazione è molto simile a quella del 2011, ma noi non ci comporteremo come la sinistra. Noi stiamo dalla parte degli italiani».
SALVINI, ULTIMATUM A FI. La strategia di Forza Italia, però, non è piaciuta la segretario della Lega Matteo Salvini. Che sempre dai microfoni di RaiNews24 ha precisato che «chi sostiene Renzi non può dialogare con noi»: «Se ci fosse un sostegno a Renzi non dialogheremmo né con Berlusconi né con Alfano».
Il numero uno della Lega, «sic stantibus rebus», ha giudicato le prospettive del centrodestra come qualcosa di «inesistente», è ha bocciato sia Alfano sia Pier Ferdinando Casini, ma pure Forza Italia; salva invece Giorgia Meloni.
Quindi Salvini ha detto di star pensando a un nuovo soggetto politico nel Centro Sud, da lanciare in autunno, che sia «amico» della Lega.
LA REPLICA DI TOTI. Il consigliere politico di Forza Italia Giovanni Toti ha però rispedito gli attacchi al mittente: «Di cosa stiamo parlando?», ha detto l'eurodeputato azzurro. «L'alleanza con la Lega è tutta da costruire. Ma deve essere chiaro che sul fronte del governo la nostra collaborazione è sulle riforme; per il resto siamo convintamente fuori dalla maggioranza, non condividendo le ricette troppo spostate a sinistra».
CRITICHE SU MOGHERINI. Eppure il leader del Carroccio può dormire sonni tranquilli, visto che una parte di Forza Italia non ha lesinato affondi al premier: «Renzi debole in Europa. Il tema vero è la reflazione della Germania», ha scritto Il Mattinale, la nota politica del gruppo di Forza Italia alla Camera.
Inoltre il partito di Berlusconi ha criticato il leader Pd soprattutto per la scelta di puntare su Federica Mogherini per il ruolo di lady Pesc, considerato «un nome, senza autorevolezza, una persona volonterosa, peraltro sconosciuta alle diplomazie dell'universo, e con l'esito di una acquiescenza alle linee di politica estera rinfocolanti la guerra fredda con la Russia e senza alcuna incisività sullo scenario mediorientale».
SEMESTRE ITALIANO SVILITO. «La tigna di Renzi pagherà? Intanto giocarci il ruolo dell'Italia negli assetti di poteri istituzionali fissandoci su questa posizione, è dilettantismo», ha continuato Il Mattinale, «tra l'altro questa fissazione su una postazione secondaria rispetto ai grandi temi della politica economica rende Renzi più debole rispetto all'austerità suicida di Bruxelles».
Quindi la nota politica di Forza Italia ha proseguito, rilanciando l'idea dell'aiuto: «Il semestre italiano è svilito e depotenziato in partenza, poiché capita durante la transizione da una commissione vecchia a una nuova. Cerchi di rimediare operando le riforme strutturali che gli offriamo di pescare dal nostro canestro, dall'agenda Berlusconi».
VERSO LA FEDERAZIONE A DESTRA. Ma attenzione, perché nell'agenda, insieme con il menù Salva-Italia, scorrendo più in giù si trova anche il progetto 'vero' del Cavaliere: la «federazione del centrodestra», con lui pronto ad assumerne il ruolo di federatore. Un «perno su cui incardinare la coalizione di centrodestra: un patto di centrodestra moderato», ha spiegato la nota dei deputati Fi «che sia un'alternativa credibile alla sinistra». Salvini è avvisato.

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