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TRATTATIVE 17 Agosto Ago 2014 1758 17 agosto 2014

Crisi acciaierie, Lucchini e Ilva in orbita straniera

Jsw su Piombino. Arcelor per Taranto.

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Un operaio dell'acciaieria Lucchini di Piombino.

La speranza per l'acciaio italiano viene dall'estero. Mentre il settore fatica a riprendersi schiacciato ancora dai contraccolpi della crisi, cresce l'interesse dalle imprese straniere per le storiche acciaierie italiane, con l'indiana Jsw che ha messo gli occhi sulla Lucchini di Piombino e il colosso mondiale ArcelorMittal che stringe sull'Ilva di Taranto.
Invece alle Acciaierie di Terni, tornate da otto mesi nelle mani di ThyssenKrupp, si guarda con attesa al 4 settembre, quando governo e azienda hanno in programma di rivedersi dopo la sospensione del piano industriale che prevede la mobilità per oltre 500 dipendenti.

Ast verso ampie misure di ristrutturazione

Lo stabilimento TK-Ast Terni

A proposito di Ast, ThyssenKrupp, nei risultati trimestrali diffusi giovedì 14 agosto (chiusi con un utile operativo quasi triplicato a 398 milioni e una previsione di raggiungere almeno il break even nell'anno fiscale), si è limitata a dire che i dettagli del Piano per Ast, che prevede «ampie misure di ristrutturazione nella produzione e amministrazione con una significativa riduzione del personale, saranno soggetti a intense trattative con gli azionisti nei prossimi mesi».
SCIOPERO DELLA FAME. Un piano contro il quale alcuni sindacalisti della Cgil si sono uniti nello sciopero della fame portato avanti da Andrea Maurelli, che assume soltanto liquidi dal 25 luglio.
Intanto a Piombino cresce l'attesa per l'arrivo degli indiani. Come annunciato dallo stesso premier Matteo Renzi è infatti prevista «nei prossimi giorni» la chiusura dell'accordo con la Jws del miliardario indiano Sajjan Jindal. Che dalle pagine del Financial times ha fatto sapere che intende versare una «somma simbolica»: «Jsw comprerà Lucchini, ma non ci sarà un grosso investimento». Una piccola somma che vale però molto di più, dal momento che consente al gruppo anche il primo ingresso nel mercato europeo.

ArcelorMittal formalizza l'interesse per l'Ilva

L'acciaieria dell'Ilva a Taranto.

La crisi dell'Ilva potrebbe invece trovare un 'salvatore' in ArcelorMittal. Il commissario straordinario Piero Gnudi avrebbe ricevuto in questi giorni la lettera d'intenti con cui il vertice del colosso siderurgico formalizza l'interesse per il gruppo di Taranto: un tassello che consentirebbe di entrare nella fase decisiva delle trattative.
CERCASI SOCI ITALIANI. Nell'operazione potrebbero comunque essere coinvolti anche partner italiani: il commissario Gnudi punta a una nuova compagine azionaria cui partecipino «con una consistenza significativa, soci italiani. Sarebbe anche importante», ha detto in un'intervista a fine luglio, «avere un socio italiano di rilevanza istituzionale come il Fondo strategico italiano».
DOMANDA DI ACCIAIO IN CRESCITA. Intanto le previsioni per il settore dell'acciaio fanno ben sperare: secondo ArcelorMittal la domanda di acciaio in Europa potrebbe registrare una crescita fino al +4%. La produzione nel Vecchio continente nel 2013 ha registrato un rallentamento (-1,6%) trainato proprio dall'Italia, la cui produzione è diminuita del 11,6% sull'anno precedente, fermandosi a 24,1 milioni di tonnellate e ha perso circa un punto e mezzo sul totale europeo. Per contro, gli altri produttori sono rimasti sostanzialmente stabili sui livelli dell'anno precedente.
OCCUPATI NEL SETTORE IN CALO. Sempre in Italia, secondo i dati di Federacciai, a fine 2013, il numero di occupati nella siderurgia primaria è passato da 36.333 dell'anno precedente a 36.047, perdendo oltre 280 unità. Dall'inizio della crisi economica, il settore ha perso complessivamente oltre 3.300 unità.

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