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CRISI 17 Agosto Ago 2014 1909 17 agosto 2014

Padoan: «Crescita molto inferiore alle stime»

Padoan: «Riforme efficaci. Vedremo tra 18 mesi».

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Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Il Pil non va avanti, anzi, torna indietro per il secondo trimestre consecutivo, e il governo è costretto a rivedere le sue stime: «Ci aspettiamo una crescita molto inferiore», ha ammesso il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan intervistato da Bbc4. La scarsa crescita, ha spiegato, «non è dovuta al fatto che le riforme non sono state fatte, ma è un problema di lungo termine».
«NON CAMBIAMO PROGRAMMA». Il ministro ha proseguito: «Il programma delle riforme tuttavia non cambia. Quello che cambia è che per la ripresa in Italia, ma anche in Europa, ci vorrà più tempo del previsto. Sfortunatamente e non lo dico come una scusa, ci siamo tutti sbagliati. Intendo organizzazioni internazionali, governi e via di seguito. Tutti prevedevamo una crescita maggiore per quest'anno nella zona euro e nessuno fino ad ora ci ha visto giusto».
Per Padoan, «le riforme sono efficaci sulla crescita ma ci vuole tempo. Sono più che sicuro che le riforme che stiamo mettendo in campo porteranno benefici nel medio termine, ovvero nei prossimi due anni. Risentiamoci tra 18 mesi e vediamo cosa è successo».
«NON È COLPA DELLE RIFORME». Bisogna avere pazienza, insomma: «Un fatto che è osservabile in diversi Paesi in Europa e altrove è che le riforme hanno un impatto efficace sulla crescita, ma ci vuole del tempo e alcuni trimestri semplicemente non sono sufficienti», ha detto ancora Padoan. «Quindi, sì, l'economia italiana ha avuto una contrazione dello 0,2%, come anche la Germania, ma ciò non è causato da un ritardo nelle riforme: riflette problemi preesistenti da tempo. E io sono sicuro che le riforme che stiamo mettendo in campo porteranno benefici nel medio termine, ovvero nei prossimi due anni».
Il ministro del Tesoro ha lanciato poi un appello: «Quello che vorrei vedere è che tutti facciano la loro parte, che vuol dire per la Bce essere coerente nel portare l'inflazione nuovamente vicina al 2% che è una cifra ragionevole», ma «molto lontana dai livelli attuali».

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