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ECONOMIA 17 Agosto Ago 2014 0800 17 agosto 2014

Polonia, la guerra della mela anti-Putin

Appello di Varsavia per rilanciare il sidro.

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da Berlino

Lo scatto di alcuni giovani polacchi per promuovere le mele di Varsavia.

Nei primi giorni dell'entrata in vigore delle contro-sanzioni russe, in Polonia sembrava si celebrasse una festa patriottica.
Mosca aveva abbassato la sbarra alle frontiere su frutta e verdura raccolte in Europa e a Varsavia era partita la campagna in favore della mela polacca.
In forma virale sui soliti social media, nuova e spesso sopravvalutata piazza mediatica del Pianeta, migliaia di polacchi, cittadini comuni, vip, politici noti o in cerca di fama, si erano fatti fotografare con una mela rossa in mano e uno slogan che invitava alla resistenza in difesa dell'ortofrutticolo nazionale.
CRISI PER GLI AGRICOLTORI. Non sarebbe bastata, però, neppure la classica mela al giorno per ogni buon patriota polacco a impedire la catastrofe che rischia di abbattersi sugli agricoltori dell'Europa centrale: non solo polacchi, ma anche baltici, colpiti in maniera diretta dalla prima lista di contro-sanzioni alla Russia.
PAGANO I PIÙ PICCOLI. «Per ora tocca ai piccoli Paesi dell'Unione europea subire pesantemente la reazione di Mosca», ha ammesso Gernot Erler, rappresentante del governo della cancelliera Angela Merkel nei rapporti con Vladimir Putin, «mentre Germania e altre grandi nazioni vengono toccate più marginalmente».
RITORSIONI AGLI ANTI-PUTIN. «In prima fila», come ha spiegato il tedesco, «sono finiti quei Paesi esposti sul versante agroalimentare e fortemente dipendenti dalle esportazioni russe». Appunto: Polonia, Lituania, Lettonia e, in misura minore, Estonia. Paradossalmente, quei Paesi che con maggior convinzione hanno sposato nei mesi passati la linea dura verso il Cremlino.
IL PREZZO DELLE SANZIONI. Le cifre sono chiare: l'export di prodotti ortofrutticoli verso la Russia è valso 340 milioni di euro alla Polonia e 338 milioni alla Lituania. Per i Paesi Baltici, Mosca è rimasto un partner commerciale irrinunciabile anche dopo la fine dell'Unione sovietica: per Lituania e Lettonia si tratta di gran lunga del primo mercato di esportazione, per l'Estonia, che può giovarsi di più solidi rapporti con Finlandia e Svezia, è il terzo.
Secondo stime definite ottimistiche, le sanzioni possono costare lo 0,2% di crescita al Prodotto interno lordo lituano, lo 0,52% del volume di esportazioni lettoni e lo 0,7% di quelle estoni.

La Polonia è il più grande produttore di mele dell'Europa

La Polonia è il più grande produttore europeo di mele con circa 2,5 milioni di tonnellate all'anno.

È dunque necessario correre ai ripari, passando dal folklore degli appelli online a misure specifiche in difesa dei settori produttivi minacciati.
In Polonia la mela resta il prodotto simbolo attorno al quale innalzare le difese: Varsavia è il più grande produttore europeo, circa 2,5 milioni di tonnellate l'anno e, oltre al frutto venduto nei mercati e nelle catene della grande distribuzione, esistono bevande naturali e alcoliche a base di mela che inondano i mercati interni ed esteri.
PUNTARE SUL SIDRO. Così sono scesi in campo direttamente i rappresentanti sindacali dei produttori, chiedendo in via del tutto eccezionale a governo e parlamento di mettere mano alla legge che regola in maniera restrittiva il mercato pubblicitario degli alcolici.
Obiettivo: aiutare la vendita interna di sidro, la bevanda alcolica a base di mele, facendola comparire di nuovo sui cartelloni nelle città o negli spot al cinema e in televisione.
ALCOL, RIDOTTI GLI ABUSI. La legge che regola la pubblicità degli alcolici è stata una delle conquiste della moderna società polacca e, secondo gli esperti del ministero della Salute, ha consentito negli ultimi anni di ridurre drasticamente le malattie derivanti dall'eccessivo consumo di alcol.
MENO VODKA DALLA RUSSIA. Un'eredità dei decenni di influenza sovietica, quando la vodka era di casa su molti tavoli polacchi, mentre adesso le abitudini delle nuove generazioni si sono conformate a quelle europee, con una prevalenza degli alcolici leggeri come la birra rispetto a quelli pesanti. Merito anche dei divieti.
IL GOVERNO PRENDE TEMPO. Il ministro polacco dell'Agricoltura Marek Sawicki non ha chiuso la porta ai produttori e ha anzi allo studio un'altra misura che potrebbe agevolare la vendita del sidro: l'abolizione o la riduzione temporanea dell'apposita tassa sull'alcol.
Il pressing nei confronti dei colleghi di governo è iniziato, gli agricoltori attendono.

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