Le braccia della ricostruzione
ECONOMIA 18 Agosto Ago 2014 0630 18 agosto 2014

Germania, boom di sussidi agli stranieri

Troppi assegni di disoccupazione agli stranieri. Boom tra i polacchi, italiani e greci. E così Berlino corre ai ripari.

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Gastarbeiter turchi in Germania, durante una pausa dal lavoro.

Tra le voci dell'import tedesco dai Paesi dell'Unione Europea andrebbe aggiunta la disoccupazione.
I miraggi di un lavoro o di standard di vita migliori, hanno attirato negli ultimi tempi in Germania un numero crescente di cittadini europei, specialmente giovani provenienti dalle aree più povere o più in difficoltà del continente. Dall'Est, soprattutto dalle nazioni balcaniche sudorientali come Romania e Bulgaria, e dal Sud, dagli Stati ferocemente colpiti dalla crisi economica: Grecia, Italia e Spagna.
Non per tutti i miraggi si sono trasformati in realtà.
CACCIA AI SUSSIDI. Il mercato del lavoro tedesco richiede professionalità e competenze specifiche, curriculum adeguati, buona conoscenza della lingua e presenta anche forti differenze territoriali: non sempre le città che attirano di più sono quelle che offrono anche le opportunità di lavoro più favorevoli.
Accade così che le speranze si rivelino ingenue illusioni e che l'ultima ancora di salvezza sia rappresentata dai sussidi di disoccupazione.
Invece che nelle liste degli occupati si finisce in quelle degli uffici che gestiscono il cosiddetto Harz IV, il complesso meccanismo di assistenza sociale ancora piuttosto generoso (se confrontato con quel che accade in altri Paesi europei) nonostante le riforme apportate dal governo Schröder agli inizi degli anni Duemila.
OLTRE 300 MILA ASSEGNI A STRANIERI. Gli ultimi dati forniti dall'Agenzia federale del lavoro, riferiti al mese di aprile 2014, hanno certificato che, per la prima volta dall'introduzione del nuovo sistema, il numero dei cittadini dell'Unione Europea che percepiscono il sussidio Harz IV ha superato le 300 mila unità.
Una crescita che proprio nell'ultimo anno ha subito una preoccupante impennata: sempre prendendo come riferimento aprile 2014, il numero dei percettori europei è aumentato in 12 mesi di 53 mila e 500 unità, pari al 21,6%.
Alla fine del 2013, i cittadini dell'Ue residenti in Germania erano 3 milioni e 100 mila, in aumento del 10,6% rispetto all'anno precedente. Di questi, oltre 400 mila (pari al 27,9%) solo da Bulgaria e Romania.
OLTRE 60 MILA ITALIANI ISCRITTI. I numeri hanno inoltre fornito una geografia del malessere europeo, sebbene in alcuni casi abbiano inciso anche le presenze di più lungo periodo e le stratificazioni che, in un Paese comunque tradizionalmente di immigrazione, si sono formate nel corso degli anni.
Non sorprende dunque che, in termini assoluti, al primo posto fra i percettori di sussidio pubblico vi siano i polacchi, con poco più di 80 mila persone iscritte, mentre è già un segno dei nuovi tempi il fatto che al secondo e al terzo posto si siano classificati italiani e greci, rispettivamente con 66.458 e 43.513 iscritti e che al quarto siano balzati i bulgari, il cui totale ha superato le 32 mila unità e che in un solo mese (tra marzo e aprile 2014) hanno fatto registrare il salto in avanti più consistente con un +5,8%.
Va ricordato che dall'1 gennaio 2014 tutti i cittadini bulgari possono circolare senza più restrizioni in tutti i Paesi dell'Unione Europea ma anche che la crisi politico-economica del Paese balcanico si è ulteriormente approfondita, con il risultato di consumare le speranze anche dei giovani più caparbi.

Scoperti casi di truffa e di doppia riscossione

La cancelliera Angela Merkel.

I dati hanno rialimentato le polemiche interne sulla generosità del sistema sociale tedesco, le cui regole lasche favorirebbero l'imbroglio e il cosiddetto turismo assistenziale: molti cittadini europei non verrebbero in Germania attratti dalle opportunità di lavoro ma dalla possibilità di sfruttare i buchi legislativi per accaparrarsi un sussidio a spese dei contribuenti tedeschi.
L'amministrazione pubblica ha scoperto casi di doppia riscossione di sussidi per i figli o di riscossione per prole inesistente.
VERSO UN CAMBIAMENTO DELLA LEGGE. Polemiche che riaffiorano di tanto in tanto nel dibattito pubblico tedesco e alle quali, fino a qualche tempo fa, il mondo politico non aveva prestato molta sponda.
Ora le cose dovrebbero cambiare.
Il governo, dopo mesi di discussioni, è pronto a varare un nuovo piano che dovrebbe da un lato inasprire le regole generali di accesso al sussidio e le pene per coloro che abusano del sistema, dall'altro alleggerire dal punto di vista fiscale le amministrazioni delle grandi città, in prima fila nell'affrontare i costi dell'immigrazione.
PREVISTE RISORSE ANCHE PER L'INTEGRAZIONE. In questa seconda parte del pacchetto, sono previsti contributi positivi, per migliorare la qualità dei corsi di lingua gratuiti per stranieri e quelli di integrazione o per il risanamento delle aree urbane degradate.
Per il primo punto, secondo indiscrezioni giornalistiche, sarebbero allo studio misure anche estreme come l'espulsione con divieto di nuovo ingresso per 5 anni per quei cittadini dell'Ue che fossero condannati da un tribunale per frode al sistema sociale. Fino ad ora una misura di questo genere era prevista solo nel caso di gravi delitti. Allo studio anche una riduzione a 6 mesi del tempo concesso a un cittadino Ue per trovare lavoro in Germania (termine oltre il quale, in caso di esito negativo, sarà necessario rientrare in patria) e regolamentazioni più restrittive nella concessione di altri sussidi come quello per i figli, che saranno legate a una effettiva permanenza in Germania e al possesso del codice fiscale tedesco.

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