Economia 18 Agosto Ago 2014 1154 18 agosto 2014

La Cina archivia il Pil

Il governo ha deciso di dare più spazio ad ambiente e povertà per misurare la qualità della vita.

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Ossessionati dal prodotto interno lordo? Non più. Almeno in Cina. Già, il grande paese asiatico, una delle economie più grandi e potenti al mondo, ha deciso di mandare in pensione il Pil. E questa volta non si tratta solo di parole. I vertici del partito, infatti, l'hanno stabilito alla fine dell'anno scorso e il premier Xi Jinping l'ha ribadito in giugno: «Non possiamo più usare il semplice Pil per decidere chi sono i più bravi». Così ora i funzionari governativi chiedono cose come l'attenzione all'ambiente e la riduzione della povertà. Il tutto mentre l'Ocse progetta di sostituire il Pil con il suo Better Life Index. A dirlo è il  Financial Times, secondo cui la Cina sta davvero dando un calcio alla crescita economica a ogni costo per dare spazio a una miglior qualità della vita. I PRIMI DISTRETTI A MUOVERSI L'esempio viene da Fujian, provincia costiera finora concentrata sulla movimentazione delle esportazioni e il manifatturiero,che ni agosto ha annunciato di sostituire il Pil con indici sull'agricoltura e la protezione dell'ambiente in 34 dei suoi distretti. Nei mesi scorsi è stata la volta di Hebei, distretto siderurgico a nord di Pechino, e Ningxia, regione povera del nord est della Cina. A Hebei l'obiettivo è ora quello di ridurre le fabbriche inquinanti. AMBIENTE AL PRIMO POSTO Le aree di Guangxi, Guangdong e Jiangxi hanno a loro volta rallentato la corsa alla crescita del Pil e incoraggiano terziario e primario, con servizi, allevamenti e trasformazione non industriale dei suoi prodotti.  E la stessa Pechino ora si vanta di aver chiuso nel primo semestre dell'anno ben 213 aziende inquinanti. In più, settori "puliti" come tecnologia informatica e servizi finanziari hanno coperto più del 50% della crescita del Pil cittadino. Vera svolta o solo una mirata operazione di marketing? Resta tutto da vedere. Ma solo il tempo darà una risposta.

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