Nello Feroci 140819153511
SVOLTA 19 Agosto Ago 2014 1530 19 agosto 2014

Debiti Pa, Commissione Ue: «L'Italia va nella giusta direzione»

Presto la chiusura dell'infrazione. Da Roma «segnale molto forte».

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Il commissario Ue all'industria, Nelli Feroci.

La Commissione dell'Unione europea ha ricevuto la risposta dell'Italia alla lettera di messa in mora sui debiti della Pubblica amministazione, e questa «va nella giusta direzione» per la chiusura della procedura d'infrazione. Questo il messaggio inviato a Palazzo Chigi dal commissario europeo all'Industria Nelli Feroci parlando di «segnale molto forte» del governo italiano. Confermati 56 miliardi per gli arretrati.
SCADENZA RISPETTATA. «Confermo», ha affermato Nelli Feroci, «che la Commissione Ue ha ricevuto ieri sera la lettera di risposta del governo italiano, e osservo con soddisfazione e apprezzamento che quest'ultimo ha rispettato i termini di scadenza» previsti.
L'articolato documento di 53 pagine presentato dal governo italiano illustra punto per punto tutti i provvedimenti presi per risolvere il problema dei ritardi dei pagamenti alle imprese da parte dalla Pa.
In particolare, sono stati confermati da una parte gli oltre 56 miliardi di euro previsti tra 2013-2014 per il pagamento dei debiti pregressi, e dall'altra sono state indicate una serie di misure-chiave, tra cui il sistema della piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti, l'intesa firmata con le banche e la creazione del fondo di garanzia del ministero delle finanze, e le deroghe per Regioni ed enti locali al Patto di stabilità interno.
POSSIBILE CHIUSURA PROCEDURA DI INFRAZIONE. «Non posso anticipare l'analisi che i servizi della Commissione faranno della lettera, ma quest'ultima», ha detto Nelli Feroci rispondendo alla domanda se si va verso la chiusura della procedura d'infrazione, «contiene una serie di indicazioni che vanno nella giusta direzione».
E «conferma il pieno impegno del governo italiano perché si possa arrivare a una soluzione della procedura d'infrazione». Obiettivo, questo, «condiviso» dalle autorità italiane che, afferma la lettera di Roma, «auspicano possa essere raggiunto quanto prima, anche attraverso la prosecuzione del costruttivo dialogo già avviato».

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