Economia 19 Agosto Ago 2014 1816 19 agosto 2014

Debiti Pa, pagati oltre 26 mld

Altri 5,5 mld certificati per cessione alle banche. Ma il totale ammonta a 60 mld.

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Ammontano a oltre 26 miliardi i debiti della pubblica amministrazione  pagati fino a  oggi alle imprese creditrici creditori, a fronte di un finanziamento complessivo ai debitori, ossia di risorse messe a disposizione dallo Stato, di 30 miliardi. Le cifre sono aggiornate al 21 luglio, data dell'ultimo monitoraggio del Ministero dell'Economia. Ma a questi numeri vanno aggiunti anche i crediti "certificati", quelli cioè che, in base al nuovo strumento messo a disposizione dal governo, sono stati ceduti alle banche. Secondo quanto disposto nel decreto sul bonus Irpef, il creditore può infatti cedere il proprio credito a intermediari finanziari con l'assistenza della garanzia dello Stato (della Cassa depositi prestiti in ultima istanza). In base ai dati al 18 agosto 2014, sono 47.046 le istanze di certificazione dei crediti presentate dalle imprese, per un controvalore di 5,5 miliardi. ALTRI 28,5 MLD SONO DA PAGARE Per circa la metà dei debiti sarebbe quindi in qualche modo stata trovata una soluzione. Secondo Via XX Settembre, infatti, i debiti delle pubbliche amministrazioni con le imprese, certi, esigibili e liquidi, ammontano a circa 60 miliardi di euro. Si tratta di una cifra ben inferiore alle stime circolate in precedenza, sia da Confindustria  sia da Bankitalia (fatta sentendo solo i creditori). In particolare la banca centrale ha indicato a lungo un ammontare complessivo di 91 miliardi, sceso poi a 75. SOLDI GIÁ STANZIATI I 60 miliardi sono in grandissima parte già stanziati. Le norme principali con le quali è stato affrontato il problema sono contenute nel decreto legge 35/2013 che ha messo a disposizione circa 40 miliardi di euro per gli anni 2013 e 2014 , nel decreto legge 102/2013 con il quale il Governo ha stanziato ulteriori 7,2 miliardi di euro per il 2013, dalla Legge di Stabilità 2014 (che ha stanziato 0,5 miliardi) e nel decreto legge 66/2014 (Irpef), che ha messo a disposizione una quota aggiuntiva di 9,3 miliardi. Gli stessi provvedimenti hanno anche disposto misure organizzative e procedurali, come la fatturazione elettronica, per impedire in futuro nuovo accumulo di debiti arretrati. È inoltre in arrivo anche un decreto interministeriale Mef-Mise che, in base alle norme del Destinazione Italia, amplia la possibilità di compensazione tra crediti commerciali e debiti fiscali a chi ha ricevuto cartelle esattoriali fino al 31 marzo 2014 (rispetto alla precedente scadenza del 31 dicembre 2012). I debiti arretrati riguardano solo in piccola misura le amministrazioni centrali dello Stato (meno del 5%), mentre la parte più cospicua si è accumulata presso enti locali, province autonome e Regioni. Per la Commissione Ue l'Italia sta andando nella giusta direzione.

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