Economia 20 Agosto Ago 2014 1024 20 agosto 2014

Guerra- Del Vecchio è divorzio

Dopo dieci anni il super manager starebbe per lasciare Luxottica. Il titolo crolla in Borsa. Sulle motivazioni solo ipotesi pere ora.

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I vertici di Luxottica scricchiolano. Dopo dieci anni alla guida del colosso dell'occhialeria mondiale l'amministratore delegato Andrea Guerra starebbe per lasciare il timone, divorziando ufficialmente dall'imprenditore di Agordo Leonardo Del Vecchio. La notizia è iniziata a circolare nella serata del 19 agosto e il mattino seguente la Borsa, ha mostrato di non gradire le idiscrezioni lanciate da un articolo del Sole24ore: gli operatori sanno bene che il cambio di timoniere non fa bene alle società ben collaudate e forti di una strategia vincente. Prova ne è che il titolo in apertura ha perso subito  cinque punti percentuali, ampliando poi  le perdite. Ma la giornata è ancora lunga. LE IPOTESI SULLA ROTTURA Perchè Del Vecchio ha deciso di chiudere il rapportro con il super manager che ha contribuito a far crescere la sua azienda? Sono in molti a chiederselo. E  si fanno ipotesi: c'è chi parla del nervosismo dell'imprenditore per i ricchi piani di stock option varati dal manager, e chi sostiene che il patron di Luxottica non avrebbe gradito il comportamento del manager davanti all'offerta di Renzi di entrare nel governo. Chi ancora vocifera che a Del Vecchio, uomo schivo, non piaccia impastare gli affari con la politica. O almeno non troppo, come ha fatto Guerra quando nel pieno di una delicata campagna per le europee, ha deciso di trasformare subito lo spot elettorale preferito dal premier  in una realtà concreta per i suoi dipendenti, versando in anticipo di un mese ai dipendenti gli 80 euro in più nelle buste paga di quelli che guadagnavano meno di 1.500 euro al mese. Ma restano solo ipotesi. Per ora la società veneta si limita a un secco no comment. USCITA SOFT Guerra, 52 anni, ai tempi del giro di poltrone per le società pubbliche, era stato infatti indicato come un manager gradito al premier Matteo Renzi, anche se poi non se ne fece nulla. E prima, per lui, sembrava si potesse preparare la poltrona di ministro dello Sviluppo economico. Ma anche in quel caso declinò l'invito e lo fece con una lettera diretta al premier. Ora, pare invece che il momento dell'addio ad Agordo sia arrivato davvero. Anche se, secondo i bene informati, l'uscita non sarebbe di quelle traumatiche. Ci si aspetta infatti un passaggio di testimone "soft",  ossia un'uscita a termine che potrebbe coincidere con la fine dell'anno e del mandato del manager. NELLA CLASSIFICA DEI MANAGER PIÚ PAGATI Una cosa è certa, Andrea Guerra è da anni nella classifica dei manager più pagati. Nel 2013 ha incassato qualcosa come 14,2 milioni di euro grazie anche alle stock option dell'azienda che ha esercitato. Laureato in economia e commercio alla Sapienza di Roma prima di approdare in Luxottica Guerra è stato il numero uno di Merloni per 4 anni (dal 2000 al 2004 ma nell'azienda di Fabriano ci è stato per dieci). ENFANT PRODIGE DEL MANAGEMENT MADE IN ITALY Considerato l’enfant prodige del top management italiano, ha sempre avuto buoni risultati nelle aziende in cui è stato. Ha lasciato Merloni nel 2004 con un fatturato in crescita del 4,5% e  nel 2013, in piena crisi, Luxottica ha archiviato l'anno con un fatturato da record: + 3,2% a 7,312 miliardi di euro (+7,5% a parità di cambi). A chi gli chiede come ha fatto «a fare le cose giuste» sia in Merloni sia in Luxottica Guerra è solito rispondere che ha avuto buoni maestri. A cominciare da Vittorio Merloni (che però non gli ha mai perdonato il «tradimento» improvviso con cui ha voltato le spalle alle Marche per volare in Luxottica), oppure Francesco Caio che giunto a Fabriano lo promosse direttore generale facendone il suo numero due. Senza dimenticare Leonardo Del Vecchio, l' imprenditore che lo ha voluto alla testa della sua Luxottica mettendogli in mano una delle aziende italiane di maggior successo. Fino a ora. Almeno.

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