Economia 21 Agosto Ago 2014 1706 21 agosto 2014

Wall street, occhio alla corsa

I listini Usa da mesi viaggiano a passo sostenuto. Ma agli investitori gli esperti raccomandano cautela. Ecco i quattro perchè.

  • ...

Il mercato azionario americano da molti mesi marcia a passo sostenuto, con il listino di riferimento S&P 500 in rialzo del 30% nel 2013 e del 6% finora quest’anno, dopo essere arrivato a guadagnare l’8% con i record toccati a luglio e le volate della metà di agosto. La corsa degli indici incoraggia gli investitori, ma alimenta anche un certo nervosismo. Quanto può durare ancora? C’è una bolla all’orizzonte? Anche gli esperti raccomandano la cautela. «A chi bada alla performance di breve termine consiglio di stare più sulla difensiva e di raccogliere più contante per avere maggiore potenza di fuoco in futuro», ha detto in una nota David Joy, esperto di mercato di Ameriprise Financial. I TIMORI DI UN RIBASSO DEL 20% DAI MASSIMI Qualcuno teme una drastica correzione, se non addirittura una situazione di “bear market”, ovvero un ribasso almeno del 20% dai massimi, altri prevedono una frenata più contenuta, ma c’è anche chi ritiene che la rincorsa sia destinata a durare e incoraggiano a comprare. Una questione centrale è capire se Wall Street si stia lasciando andare agli stessi eccessi che hanno poi portato ai crolli del 2000 e del 2008: nel primo caso a mettere in difficoltà i titoli più forti erano state speculazioni sfrenate, nel secondo era stato il caos del mercato immobiliare e del credito. Le cose oggi sono diverse, ma i timori restano, soprattutto perché la politica monetaria senza precedenti della Federal Reserve, estremamente accomodante, ha distorto in certa misura i mercati e stimolato gli acquisti in modo difficile da valutare. Ecco i 4 principali motivi di preoccupazione degli investitori. 1. ECONOMIA E TENSIONI POLITICHE  Il fronte economico interno, con il timore di una nuova frenata dell’economia americana, anche se un ritorno alla recessione non appare probabile e la congiuntura politica internazionale, con le crisi in Ucraina, Siria, Iraq e Israele a tenere banco, sono un’altra fonte di apprensione per gli investitori americani. Il rischio di un rallentamento della crescita ha già messo sotto pressione i profitti aziendali, cresciuti di recente meno del 10%, mentre all’inizio della ripresa salivano a doppia cifra. Gli analisti di Wells Fargo e Morgan Stanley ritengono che la traiettoria sia ancora positiva, con scarse probabilità di un brusco rallentamento nella seconda metà dell’anno, ma suggeriscono comunque di accumulare maggiori quantità di contante in caso di imprevisti. Per quanto riguarda invece il fronte internazionale, sono almeno due gli aspetti che incidono sulla volatilità dell’azionario: il coinvolgimento sul campo di truppe americane e l’andamento dei prezzi dell’energia, legato a possibili interruzioni delle forniture. 2. MERCATO SURRISCALDATO, RISCHIO SPECULAZIONI Un argomento di cui si parla molto è la possibilità che il mercato americano sia surriscaldato, soprattutto per quanto riguarda alcuni settori, come quello dei social media e delle biotecnologie. Anche alcuni fondi di investimento immobiliare e titoli garantiti da prestiti bancari sembrano viaggiare al di sopra del loro valore e lo stesso vale per i prezzi dei junk bond, i titoli in sofferenza. Gli investimenti fatti con denaro preso in prestito usando le azioni come collaterale sono a livelli record in termini di valore in dollari, anche se come percentuale del valore totale del mercato azionario sono lontani dagli estremi del 2000. A spaventare sono le possibili speculazioni da parte degli hedge fund, che utilizzano fonti di credito difficili da monitorare. 3. PREZZI DELLE AZIONI ALTI, TIMORI DI UNA BOLLA Secondo una parte degli analisti, come Adam Parker di Morgan Stanley, Wall Street salirà ancora e ci sono grandi opportunità di acquisto. Altri, come Scott Wren, capo analista azionario di Wells Fargo Advisors, ritengono che i prezzi siano al momento troppo alti: lo S&P 500 ha quasi triplicato il proprio valore dal 2009 e viaggia a livelli 18,5 volte superiori ai profitti realizzati dalle società quotate sul listino negli ultimi dodici mesi, mentre la media di lungo termine è di 15,5 volte. Come fa notare Joseph Mezrich, responsabile degli investimenti quantitativi di Nomura Securities, le azioni della Borsa americana sono al momento costose, ma non in modo esagerato come lo erano nel 2000, quando valevano circa 40 volte gli utili. Per questo il rischio di bolla appare limitato: i prezzi potrebbero salire di un ulteriore 5% e non essere sopravvalutati. 4. FED PROVOCA INCERTEZZA, FINORA HA POMPATO I MERCATI È opinione condivisa che l’attuale forza dell’azionario americano sia principalmente legata al fatto che la Federal Reserve sta tenendo, ormai da dicembre 2008, il costo del denaro al minimo storico e vicino allo zero e ha stimolato il mercato comprando oltre 1.000 miliardi di dollari di bond. Ora però la Banca centrale americana si prepara a stringere la maglie della propria politica monetaria: le misure di stimolo straordinario si concluderanno in autunno e il primo aumento del costo del denaro è atteso entro la metà del prossimo anno. Questa prospettiva può destabilizzare i mercati? Dipenderà da quanto rapidamente la Fed riporterà la propria strategia alla normalità. Gli esperti non vedono un grande problema, piuttosto una fonte di incertezza temporanea, con Wall Street in calo del 10% circa quest’anno.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso