Economia 25 Agosto Ago 2014 1722 25 agosto 2014

Chiude l'Alcoa di Portovesme

Motivo? Poco competitiva. Previsti sostegni per i dipendenti.

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Chiude lo stabilimento Alcoa di Portovesme. Ad annunciarlo è stata la stessa azienda che nel polo del Sulcis Iglesiente produceva alluminio primario. «La chiusura ridurrà la capacita produttiva complessiva di Alcoa di 150.000 tonnellate a 3,6 milioni tonnellate annue. L'interruzione della produzione era stata attuata nel 2012 per gli elevati costi di produzione, tra i più alti negli smelter di Alcoa, e delle limitate prospettive di competitività dell'impianto», si legge in una nota aziendale. SOSTEGNO PER I DIPENDENTI Le ragioni alla base della drastica decisione stanno proprio nella bassa competitività del plesso produttivo  «che negli anni non è cambiata», ha dichiarato Bob Wilt, presidente di Alcoa Global Primary Products. «Continueremo a rispettare gli impegni assunti con i nostri dipendenti e con gli stakeholder agendo in buona fede come abbiamo sempre fatto». L'azienda spiega che, come da impegni presi con governo e sindacati, ha predisposto per i dipendenti un programma di sostegno finanziario e sociale comprensivo di servizi per l'outplacement e la ricerca di una nuova occupazione. «La chiusura di Portovesme   è coerente con la strategia di Alcoa di creare un business nelle commodity competitivo a livello globale e con l'obiettivo di migliorare il proprio posizionamento sulla curva del costo mondiale di produzione dell'alluminio raggiungendo il 38esimo percentile entro il 2016», ha spiegato Wilt. La nota dell'azienda americana spiega anche che «gli oneri complessivi per le ristrutturazioni, che saranno registrati nel terzo trimestre 2014 a seguito della chiusura, si attesteranno tra 170 e 180 milioni di dollari al netto delle imposte, o tra circa 0,14 e 0,15 dollari per azione, di cui circa il 60% è non-cash».

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