Una fabbrica tessile
MAMBO 26 Agosto Ago 2014 1000 26 agosto 2014

Governo Renzi, ora servono riforme per l'impresa

Il premier si muove bene nonostante la crisi economica. Ma ora è il momento di pensare a leggi per favorire il tessuto produttivo.

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Una fabbrica tessile.

Il miglior lato B del governo non è quello della Boschi o della Mogherini ma, in senso figurato, quello del premier.
Alla vigilia di mesi caldissimi, anche questo detto in senso figurato, Renzi vede la Germania, vero cerbero d'Europa, patire i segni di una crisi economica che ne mina antiche certezze e, soprattutto, il senso smisurato di superiorità.
La stessa tragica situazione internazionale rende uguali verso il basso sia gli Stati europei sia gli Usa, visibilmente incapaci di elaborare una strategia di contrasto verso il terrorismo islamico.
Se Renzi è stato spesso descritto come un dilettante, i suoi colleghi alla guida di altri Paesi Ue o degli stessi Stati Uniti fanno la figura di principianti inesperti e impauriti.
Il PREMIER RIFORMA UN PAESE INGOVERNABILE. Il presidente del Consiglio, quindi, ha una bella fortuna a prendersi sulle spalle un'Italia ingovernabile in un momento in cui può non perdere alcun confronto rispetto a leader europei e tanto meno presunti leader del nostro Paese.
Nasce da qui la successione di roboanti annunci di fine estate.
In fondo, il premier ha affondato il parlamentarismo classico italiano fondato su due camere uguali, ha riformato la Pa e oggi la Madia azzanna i privilegi sindacali annunciando così un autunno caldo alla rovescia, in cui le Confederazioni inseguiranno il governo. C'è una riforma della giustizia non epocale, ma piena di buone cose.
Adesso Renzi metterà sul piatto la scuola.
ORA SERVONO LEGGI PER FAVORIRE L'IMPRESA. Sapete che cosa manca di fronte a tante buone intenzioni?
Manca l'economia reale. Mancano quei provvedimenti che spingano al ritorno o alla nuova intrapresa milioni di italiani.
Penso a facilitazioni nel credito verso chi investe in attività nuove e trainanti (che vanno indicate), al disboscamento di procedure e autorizzazioni che spesso scoraggiano le aziende, a nuovi regimi fiscali, all'attacco anche militare nelle zone in cui per fare impresa bisogna scendere a patti con la criminalità, a infrastrutture che modernizzino l'Italia.
Abbiamo dimenticato il contributo allo sviluppo dato dall'autostrada del Sole?
Renzi ha la la presunzione e la faccia tosta per fare tutto questo, non è intimidito come i leader della Prima Repubblica né distratto e inconcludente come Berlusconi.
Se va in questa direzione potrà anche permettersi il lusso di non ascoltare le critiche.
Del resto tutti sappiamo, basta sfogliare i giornali, che l'Italia è il Paese dei predikanten inconcludenti.

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