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DECRETO 26 Agosto Ago 2014 0747 26 agosto 2014

Sblocca Italia, altolà alle spese senza fondi

Padoan: pacchetto casa in bilico.

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Il Consiglio dei ministri.

Che ci fosse scarsità di risorse lo si era già capito da giorni.
Ma dopo aver realizzato l'impossibilità di allargare il bonus di 80 euro a pensionati e partite Iva, il premier Matteo Renzi dovrà fare i conti con un decreto Sblocca Italia povero. Tanta sburocratizzazione, pochi fondi. E con il pacchetto casa che ora rischia di saltare.
Del resto, come raccontato da la Repubblica, lo stop è arrivato dal ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan.
RISCHIO DI SFORARE IL 3%. Troppo pericoloso (e sempre più probabile, avanti di questo passo) sforare il 3% nel rapporto tra deficit e Pil.
Così bisogna accontentarsi dei fondi che già esistono, e rimetterli in circolo.
Ma nel provvedimento atteso per venerdì 29 agosto a traballare più degli altri è il pacchetto casa: ecobonus da stabilizzare e rafforzare per gli interventi anti-sisma, incentivi per chi compra un appartamento e poi lo affitta a canone concordato, agevolazioni fiscali per le permute immobiliari se si acquistano abitazioni ad alto rendimento energetico.
Tutte misure che restano ancora in bilico.
NAPOLITANO NON VUOLE UN OMNIBUS. Lo Sblocca-Italia dovrà asciugarsi, anche per le indicazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che non vuole un decreto omnibus.
Conterrà giusto le norme per sbloccare i cantieri, le reti (banda larga e ultralarga), i Comuni (2 mila le richieste dei sindaci giunte via mail al premier che valgono 1,3 miliardi da finanziare con il Fondo sviluppo e coesione), i porti (accorpamento delle autorità portuali), il dissesto idrogeologico, la burocrazia (con la riforma del codice dei contratti pubblici e forse anche quello dei beni culturali), l'export (il piano straordinario per l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione degli investimenti stranieri). In più, il piano Bagnoli e lo Sblocca Energia per sviluppare risorse geotermiche, petrolifere e gas naturale.
TORINO-LIONE DA RIMETTERE IN MOTO. Tanti anche i cantieri da rimettere in moto. L'alta velocità Torino-Lione e quella Napoli-Bari (già stanziati 2,9 miliardi), i collegamenti con Fiumicino e Malpensa, la ferrovia Catania- Messina-Palermo (già finanziata per 5,2 miliardi).
Non resta che trovare i fondi necessari per l'arduo compito di far quadrare i conti.

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