Istat 121024123436
CRISI 27 Agosto Ago 2014 1020 27 agosto 2014

Istat, fiducia consumatori scende a 101,9 punti

Fiducia a 101,9. Terzo calo consecutivo.

  • ...

Istat.

La fiducia dei consumatori è scesa ancora: ad agosto l'indice è arretrato a 101,9 da 104,4, registrando il terzo calo consecutivo. Per trovare un valore più basso bisogna tornare a marzo (101,8). Lo ha rilevato l'Istat, che ha spiegato come il peggioramento sia diffuso, ma a cedere più punti è il clima economico, sulla situazione del Paese.
DATO STABILE AL CENTRO. La componente economica, infatti, è scesa a 107,6 da 114,2, mentre quella riferita al quadro personale è passata a 100,1 da 101,2. Anche gli indici relativi al clima corrente e futuro sono diminuiti (rispettivamente, a 101,5 da 104 e a 103,4 da 106,2).
A livello territoriale la fiducia è calata in tutte le ripartizioni a eccezione del Centro, in cui risulta stazionaria.
Quella che si avvia verso la conclusione, dunque, è un'estate nera. Gli italiani hanno progressivamente limato la loro fiducia, con tre cali consecutivi dopo i balzi di marzo, aprile e maggio.
PREOCCUPATI PER LA DISOCCUPAZIONE. I consumatori hanno mostrato preoccupazione per la situazione economica, e soprattutto le previsioni sulla disoccupazione hanno indicato un aumento. Passando alla sfera familiare, se i giudizi sulla situazione economica domestica sono miglirati lievemente, le prospettive invece si sono deteriorate. Stando sempre ai dati Istat, è emersa incertezza anche sul versante della capacità di risparmio.
CODACONS: «AUTUNNO NERO». Ed è allarme, dunque, sul fronte dei consumi, con il Codacons che teme «un autunno nero»: «L'indice sulla fiducia dei consumatori è fortemente indicativo della propensione all'acquisto delle famiglie», ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. «Se non c'è fiducia i cittadini saranno portati a rimandare gli acquisti a tempi migliori e a ridurre all'indispensabile i propri consumi. Per tale motivo, alla luce dei dati Istat, prevediamo un autunno nero sul fronte delle vendite e dei consumi, con una ulteriore riduzione che danneggerà fortemente il commercio già messo a dura prova dai tagli operati dalle famiglie italiane».

Correlati

Potresti esserti perso