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INTERVISTA 27 Agosto Ago 2014 0913 27 agosto 2014

Padoan: «Risparmieremo su tutto»

Il ministro: «Andiamo avanti con i tagli».

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Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Pronti a risparmiare su tutto, perché «i tagli sono necessari», ma «gli obiettivi dei tagli di spesa terranno conto del quadro economico peggiorato». Intervistato dal Corriere della Sera, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha spiegato che «nella ricerca dell'efficienza si possono mettere in discussione anche diritti acquisiti o presunti tali. Tutta la spending review» - ha detto - «è un'operazione altamente politica: si tratta di individuare le priorità, e in un periodo di risorse limitate. È un'operazione politica valutare se la spesa che si è accumulata nel tempo si debba considerare acquisita o se non si debba ripensare».
«SPENDING FARO DELLA STABILITÀ». «Alcuni tagli permanenti sono stati già introdotti con il decreto sul bonus. La spending review sarà lo strumento guida nella formulazione della legge di Stabilità. Ed è chiaro che andrà coinvolto l'intero governo per identificare obiettivi di risparmio di spesa quantitativi, ma che permettano di preservare l'efficienza dei servizi pubblici. Anche Regioni ed enti locali dovranno essere coinvolti in questo processo», ha affermato Padoan, che ha definito «ottimi» i rapporti con il commissario alla spending Carlo Cottarelli e bollato come «favole» le presunte tensioni con Matteo Renzi.
«UN REGALO PER RENZI». Al premier, ha detto, «ho già fatto un regalo, gli risparmio un pellegrinaggio a Monte Senario. Il problema dei debiti arretrati della Pubblica amministrazione, di fatto, è risolto in anticipo con la Cassa depositi e prestiti. Restano i debiti in conto capitale, che necessitano di una copertura perché impattano sull'indebitamento netto dello Stato. Quest'anno sono 2-300 milioni, l'anno prossimo 2-3 miliardi. Ce ne occuperemo con la legge di Stabilità». Sulle tasse, «il rischio che ci sia un ingolfamento c'è se i sindaci non prenderanno decisioni sulle aliquote nei tempi previsti», ha osservato il ministro. «Ma sono fiducioso, vedo che i Comuni si stanno muovendo».
«L'EUROPA È A UN BIVIO». Ampliando l'orizzonte, Padoan ha sottolineato come «l'Europa sia a un bivio: o striscia nella deflazione e nella bassa crescita, oppure dà un colpo di reni e riparte, con le riforme strutturali e un consolidamento di bilancio 'growth friendly'». A detta del ministro, l'estensione della crisi a Paesi come Francia e Germania «conferma che in Europa c'è un problema di crescita, da affrontare con tutti gli strumenti possibili, e a tutti i livelli di responsabilità, nazionale e comunitaria». «La politica europea, compresa quella monetaria, e quelle nazionali, con le riforme strutturali e non solo queste, devono sostenersi e integrarsi a vicenda, per portare la crescita a livelli più elevati. C'è bisogno di un'azione comune», ha dichiarato Padoan.
«PIENA SINTONIA CON DRAGHI». «Sono in piena sintonia con il presidente della Bce Mario Draghi», con cui, ha detto , «ci sentiamo spesso». «Le riforme richiedono tempo, e magari hanno costi immediati nel breve periodo anche in termini di bilancio, ma le riforme migliorano il bilancio pubblico nel lungo periodo, perché riducono le spese», ha osservato Padoan. «Poi, e qui mi riferisco a Draghi, in un'area fortemente integrata come la zona euro, se un Paese importante fa le riforme ci sono ricadute pure sui Paesi vicini. Di questi fatti bisognerebbe tener conto in modo esplicito, bisognerebbe avere una 'visione europea' delle strategie di riforma, creando spazio per un maggior coordinamento delle politiche europee».
«RISPETTEREMO IL 3%». Il ministro ha ribadito che «il vincolo 3% nel rapporto tra il deficit e il Pil sarà assolutamente rispettato. Vedremo poi» - ha spiegato - «come i tempi di raggiungimento del pareggio strutturale di bilancio saranno modulati. Dobbiamo rivedere al ribasso le previsioni di crescita del Pil, e quando avremo dati più precisi capiremo quale sarà il cammino verso l'obiettivo. Sicuramente la nostra intenzione è quella di continuare nell'aggiustamento di bilancio».

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