Concorso Scuola 130102205522
ISTRUZIONE 27 Agosto Ago 2014 0652 27 agosto 2014

Scuola, da supplenti ad assunti: il piano di Renzi

Governo pronto a stabilizzare docenti non in ruolo.

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Un concorso pubblico.

L'addio alle supplenze annunciato dal ministro Stefania Giannini al Meeting di Comunione liberazione aveva fatto scattare l'allarme. Sindacati sul piede di guerra, pronti a tutto per salvaguardare il futuro di oltre 150 mila precari della scuola, preoccupati di poter perdere l'unica speranza di una vita dignitosa seppur precaria.
FINO A 120 MILA CONTRATTI. E invece eccola la sorpresa: sì, i supplenti saltano, ma vengono assunti a tempo indeterminato. Questa l'idea di Matteo Renzi riportata su più quotidiani la mattina del 27 agosto. Secondo Repubblica sarebbero 100 mila (con la speranza di arrivare presto a 120 mila) i nuovi contratti che il governo è pronto a far firmare ad altrettanti docenti a partire dal settembre 2015.
Il Corriere della sera conferma, aggiungendo che si tratterebbe di insegnanti senza cattedra fissa, assunti ma tenuti a disposizione delle esigenze nelle diverse scuole.
1,5 MILIARDI DESTINATI ALLA SCUOLA. Il fatto è che i posti ci sono. E anche le risorse. Sono 1,5 miliardi quelle reperite finora per l'istruzione, e 100 mila, secondo fonti sindacali, i docenti tagliati tra il 2009 e il 2011. Non manca nemmeno l'offerta, dal momento che il bacino di precari è costituito da 155 mila aspiranti insegnanti che hanno riempito le graduatorie a cui si uniscono altri 9 mila che hanno vinto l'ultimo Concorsone. Ma i neolaureati abilitati dalle Siss e dai Tfa sono addirittura 622 mila.
UN PROGETTO SUL TAVOLO DA MARZO. Quello di Renzi non è un progetto nato ieri, ma va avanti fin da marzo, quando il governo si è insediato. E per una volta pare mettere d'accordo politici e contabili, almeno quelli del governo, perché pagare 100 mila supplenze, oggi, costa quasi quanto tenere altrettanti stabilizzati. Insomma, il precariato non conviene nemmeno allo Stato, che risparmia solo gli stipendi di luglio e agosto, che i supplenti non prendono. Poca roba.

Per gli studenti più inglese e geografia

La riforma deve essere presentata in Consiglio dei ministri il 29 agosto, e ha già una road map chiara spalmata nell'arco di tre-quattro anni. Se per gli studenti il governo pensa a un piano di studi che preveda più inglese, più geografia, storia dell'arte e musica, anche sul fronte delle cattedre molto è destinato a cambiare.
IL 40% IN PENSIONE TRA 2017 E 2022. Tra il 2017 e il 2022 il 40% dei docenti va in pensione e deve essere sostituito, con un turnover che prevede 40-50 mila immissioni in ruolo all'anno a partire dal concorsone del 2015, che mette in palio un numero di posti raddoppiato rispetto a quello indetto sotto il ministro Profumo.
In un paio d'anni il governo conta di svuotare le graduatorie a esaurimento, mentre per quelle d'istituto (470 mila persone) ne servono almeno cinque.
INSEGNANTI DI SOSTEGNO DA 67 MILA A 90 MILA. Anche gli insegnanti di sostegno sono destinati a salire di numero dalla prossima stagione, passando da 67 mila a 90 mila per gestire le supplenze nescessarie. I docenti dovrebbero essere gestiti da una rete di scuole, dai tre agli otto istituti, in modo da garantire copertura agli insegnanti in cattedra.
A novembre è attesa anche una nuova fase del rinnovo contrattuale.
QUOTA 96: ANCORA NESSUNA SOLUZIONE. Insomma, l'unica cattiva notizia sembra arrivare sul fronte Quota 96. Per ora non è prevista la soluzione del nodo su quegli insegnanti pronti ad andare in pensione e rimasti bloccati da un errore nella riforma Fornero. Una nuova frenata su una questione che si trascina da tempo, e su cui il governo era scivolato pericolosamente a fine luglio. Proprio la mattina del 29 agosto, giorno del Consiglio dei ministri, è prevista una manifestazione a Piazza Santi Apostoli a Roma.

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