Economia 28 Agosto Ago 2014 1057 28 agosto 2014

Privatizzazioni, in vendita Eni ed Enel

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I loghi di Eni e Enel In autunno le privatizzazioni delle società pubbliche italiane entreranno nel vivo. Si parte con ciò che resta dei gioielli della corona, Eni e Enel, senza reti di sicurezza intrecciate grazie all'arte dell'ingegneria finanziaria pur di mantenere il controllo legale delle due società. Di entrambe oggi il governo detiene in modo diretto o indiretto appena più del 30%, la quota che permette in linea di diritto di controllare l'assemblea degli azionisti. Entro i prossimi tre mesi, però, dovrebbe andare in vendita il 5% sia di Eni che di Enel, per ricavi da circa 5 miliardi da reclutare a contenimento del debito pubblico. Per adesso è mancata soprattutto la qualità degli attivi da mettere sul mercato. LA QUOTAZIONE DI POSTE. Il piatto forte quest'anno avrebbe dovuto essere Poste Italiane, di cui il Tesoro intendeva iniziare a cedere il 40%. Ma Francesco Caio, il nuovo amministratore delegato, questa primavera ha scoperto di aver rilevato dal predecessore Massimo Sarmi un'azienda tutt'altro che in condizioni di essere quotata in Borsa... Ora al Tesoro si conta sul fatto che nel 2015 si possa procedere alla cessione del primo 40% delle azioni...  Simile il processo previsto per Enav... Per Sace invece i calendari del ministero dell'Economia sembrano prevedere  tempi ancora più lunghi. Di qui la decisione di accelerare su Eni e Enel, per schierare ricavi a contrasto dell'aumento del debito già da quest'anno. Della società elettrica, che capitalizza circa 31 miliardi di euro, il ministero dell'Economia ha il 31,2% e scenderebbe al 26%. Del gruppo dell'energia, che vale circa 66 miliardi, ha il 3,9% e la Cassa depositi e prestiti (del Tesoro all'80%) controlla un altro 26,3%...

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