Enel Privatizzazioni 140828200851
ECONOMIA 28 Agosto Ago 2014 1630 28 agosto 2014

Privatizzazioni, piano Eni-Enel in autunno

Rispettivamente cessioni di 4,3% e 5%. Obiettivo incasso 5 mld.

  • ...

Il cantiere delle privatizzazioni riapre offrendo al mercato i pezzi più pregiati.
Dopo mesi di indiscrezioni il Tesoro ha confermato che sul tavolo c'è la vendita in autunno di ulteriori piccole quote di Eni ed Enel, che dovrebbero far entrare nelle casse dello Stato una cifra intorno ai 5 miliardi di euro.
DIMISSIONI IN AUTUNNO. A due giorni dall'attacco del Financial Times, secondo il quale l'Italia avrebbe perso «entusiasmo» sul fronte privatizzazioni (forse anche per l'allontanarsi dell'operazione Poste), fonti del Tesoro hanno confermato invece che nuove dismissioni dei due colossi energetici, su cui non sono mai state smentite le indiscrezioni partite la scorsa primavera, sono previste per il prossimo autunno. La tempistica non è stata precisata, ma, a quanto si apprende, la procedura per la scelta degli advisor dovrebbe essere avviata «nei prossimi giorni», a dimostrazione che l'accelerazione è forte.
VENDITA LAMPO. A stretto giro, dunque, si saprà quali saranno le istituzioni finanziarie e legali che assisteranno il Tesoro in questa delicata operazione: la formula dovrebbe essere quella di un accelerated bookbuilding, vale a dire la vendita lampo a investitori istituzionali, un po' come avvenne, per esempio, con la quota residua di Telecom nel 2002.
Allora uno dei consulenti fu Rothschild (spesso scelto da via XX Settembre), dove, ironia della sorte, è da poco approdato proprio l'ex ad dell'Eni Paolo Scaroni. L'architettura dell'operazione dovrebbe prevedere la vendita dell'intera quota detenuta in Eni, pari al 4,3%: con il 25,7% saldamente in mano a Cdp e con le nuove norme sul voto plurimo per i 'vecchi' azionisti introdotte dal decreto competitività, il controllo pubblico sul colosso petrolifero appare infatti inattaccabile. Anche per questo, la vecchia idea del governo Letta di procedere alla cessione solo a valle del buyback che l'Eni sta portando avanti, perde dunque di consistenza.
FIOCCATE LE VENDITE A PIAZZA AFFARI. Per quanto riguarda l'Enel, l'ipotesi è di offrire al mercato una quota del 5%, ammontare che consente al Tesoro di mantenersi largamente al di sopra del 25%. Piazza Affari, dove il 28 agosto sono fioccate le vendite un po' in tutti i settori anche per l'escalation della crisi ucraina, non ha risposto con entusiasmo alle conferme del Tesoro. In un listino che ha ceduto il 2%, l'Enel è stata particolarmente pesante (-2,9% a 4 euro), mentre l'Eni ha chiuso sostanzialmente in linea con l'indice generale (-1,73% a 18,75 euro). Il collocamento del 4,3% dell'Eni varrebbequindi intorno a 2,9 miliardi, mentre il 5% dell'Enel porterebbe nelle casse dello Stato circa 1,9 miliardi. Un po' meno dell'obiettivo di 5 miliardi, ma un altro piccolo gruzzoletto per il Tesoro, dopo i circa 50 miliardi che negli ultimi 20 anni sono entrati con le otto tranche totali dei due colossi messe sul mercato.

Correlati

Potresti esserti perso