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AZIENDE 29 Agosto Ago 2014 0842 29 agosto 2014

Fiat, limite recesso 500 milioni non ancora superato

Avanza la fusione con Chrysler.

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Sergio Marchionne e John Elkann.

Il limite dei 500 milioni non è ancora stato superato nell'esercizio del diritto di recesso per la fusione con Chrysler da parte dei soci di Fiat. È quanto si legge in una nota del Lingotto in cui viene indicato che i dati definitivi saranno resi noti il prossimo 4 ottobre.
ELKANN: «SONO FELICE». «Sono lieto di questo risultato», ha commentato il presidente del Lingotto John Elkann, «attendiamo ora il completamento di questo progetto che è stato sul nostro tavolo sin dall'acquisizione della totalità del capitale di Chrysler». «La quotazione sul Nyse (la Borsa di New York, ndr)», ha aggiunto Elkann, «darà il giusto rilievo all'importanza delle attività del gruppo sul mercato statunitense e renderà più efficienti le nostre attività di finanziamento».
MARCHIONNE: «FIDUCIA DAGLI AZIONISTI». L'amministratore delegato Sergio Marchionne ha, invece, dichiarato: «Mi rassicura il fatto che la stragrande maggioranza dei nostri azionisti abbia scelto di continuare nel proprio impegno di azionisti fedeli».
Secondo Marchionne «le recenti stravaganze dei mercati azionari e l'andamento delle azioni Fiat negli ultimi giorni hanno aggiunto a questo processo un grado di complessità inatteso e, a mio modo di vedere, ingiustificato». Quanto al primo parziale risultato delle adesioni da parte degli azionisti, «la loro fiducia e il loro sostegno al piano strategico che abbiamo delineato per i prossimi cinque anni hanno importanza decisiva in questo momento, in cui entriamo in una fase di realizzazione che migliorerà drasticamente il posizionamento di mercato del nostro gruppo e dei nostri marchi».
LA TRATTATIVA VA AVANTI. Secondo Fiat, dunque, non c'è nessun rischio che possa saltare la fusione con Chrysler. «Anche se tutte le comunicazioni e conferme ancora da abbinare fossero abbinate» - ha affermato il gruppo - «il numero massimo di azioni per le quali il diritto di recesso è stato validamente esercitato comporterebbe una esposizione complessiva inferiore al limite» di 500 milioni.
Il Lingotto sta ancora effettuando infatti «l'abbinamento delle comunicazioni ricevute con le relative certificazioni fornite dagli intermediari» depositari dei titoli dei soci che intendono recedere. Nella nota il gruppo ha ricordato che «costituisce condizione sospensiva della fusione il fatto che l'ammontare complessivo da corrispondere agli azionisti che abbiano esercitato il diritto di recesso ed ai creditori che abbiano proposto opposizione alla fusione non superi il limite di 500 milioni di euro».

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