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ALLARME 29 Agosto Ago 2014 1105 29 agosto 2014

Istat, Italia in deflazione: -0,1% i prezzi al consumo

Non succedeva dal 1959.

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L'Italia ad agosto è entrata in deflazione: non succedeva dal 1959.

L'ultima volta era successo a settembre 1959. Ma dopo 55 anni l'Italia ci è ricascata. Ed è tornata in deflazione (leggi cos'è).
A certificarlo è stata la rilevazione dell'Istat sull'indice dei prezzi al consumo (Ipac) che nelle prime stime ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2013 (era +0,1% a luglio).
DISCESA DA 4 MESI. Il tasso di variazione annuale dei prezzi, ha comunicato l'istituto di statistica, è in discesa da quattro mesi consecutivi ed è passato per la prima volta in negativo. Ma su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,2%, grazie soprattutto al contributo dei servizi relativi ai trasporti (+3,8%).
CALO PIÙ MARCATO DAL 2002. L'Ipac, ha rilevato l'Istat nei calcoli provvisori, è sceso dello 0,2% sia in termini congiunturali sia tendenziali. Nel confronto annuo si tratta del calo più marcato mai registrato dal nuovo indicatore in cui, dal 2002, si tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo, ovvero degli sconti e dei saldi.
L'inflazione acquisita per il 2014, ovvero il tasso che si avrebbe in media d'anno se il dato rimasse lo stesso fino a dicembre, sale allo 0,4% dallo 0,3% di luglio.
EFFETTO DELLA CRISI. In pratica nel nostro Paese c'è stata una diminuzione del livello generale dei prezzi (l'esatto opposto dell'inflazione). Che sarebbe positiva, almeno per le tasche dei consumatori, «se avesse origine da una crescita dell'offerta», come ha scritto Leonardo Martinelli nel suo libro Quasi un romanzo, l'economia raccontata a chi non la capisce. Ma nel caso italiano, si tratta di deflazione causata dalla diminuzione della domanda, conseguenza di un rallentamento dell'economia e di un aumento della disoccupazione (gli ultimi dati Istat hanno fotografato appunto il nuovo rialzo al 12,6%).

Primi segnali d'allarme a luglio con 10 città in deflazione

I prezzi del settore alimentare sono calati dello 0,5%.

Rispetto al 1959, oggi le cose sono diverse: all'epoca l'economia era in forte crescita: secondo i dati Istat, infatti, allora la variazione dei prezzi risultò negativa dell'1,1%, in una fase di sette mesi di tassi negativi. Oggi, invece, ci sono segnali ben peggiori e la mancata crescita dei prezzi rischia di paralizzare al sistema - l'effetto degli 80 euro pare non aver sortito l'effetto voluto dal governo - tanto che l'Istat aveva già lanciato l'allarme a luglio su 10 città in deflazione.
COLPA DEI CARBURANTI. Nel 2014 a pesare è soprattutto la componente energetica, in particolare quella legata al costo dei carburanti, a pesare sui prezzi di agosto e a trascinare l'indice in negativo.
Secondo i dati provvisori dell'Istat, i prezzi dei beni energetici non regolamentati sono diminuiti dell'1,2% rispetto al 2013 (dal +0,4% di luglio), con la benzina in calo dello 0,9% e il gasolio dell'1,7%. Agosto e settembre 2013 registrarono forti aumenti dell'energia che vengono ora scontati nel confronto annuo.
DEFLAZIONE NEL CARRELLO. Ad agosto è risultato ancora in deflazione anche il cosiddetto carrello della spesa, ovvero l'insieme dei beni che comprende l'alimentare, i beni per la cura della casa e della persona.
Il ribasso annuo è stato, infatti, pari allo 0,2%, anche se in recupero rispetto al -0,6% di luglio.
In deflazione sono risultati tre settori su 12: i prezzi, su base annua, sono scesi per alimentare (-0,5%), comunicazioni (-9,1%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,1%). E l'Istat ha sottolineato che ra i tre quello delle comunicazioni è il settore che presenta tassi negativi già da lungo tempo.

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