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MEETING DI RIMINI 29 Agosto Ago 2014 1245 29 agosto 2014

Recessione Italia, Squinzi: «Serve un miracolo»

Il presidente di Confindustria: «Pil anche nel 2014 in calo».

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Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

Giorgio Squinzi lo ha detto senza mezzi termini. All'Italia serve «un miracolo» per riprendersi. Soprattutto dopo gli ultimi dati negativi forniti dall'Istat che hanno certificato, dopo 55 anni, il ritorno del nostro Paese in deflazione, e hanno ritoccato verso l'alto la disoccupazione (+12,6%).
PIL NEGATIVO. Il presidente di Confindustria s'è dunque detto preoccupato per la situazione dell'Italia, anche sul fronte del Prodotto interno lordo, visto che pure nel 2014 «stiamo andando oramai verso un dato negativo dello 0,2 o 0,3». Ecco perché, parlando dal Meeting di Rimini ha detto che c'è «bisogno di una scossa».
SITUAZIONE DRAMMATICA. Squinzi ha poi spiegato come l'Italia oggi viva una «situazione economica drammatica», quindi servono «decisioni anche dolorose ma che ci portino verso la crescita»: «Se mi dicono che bisogna fare dei sacrifici sono pronto, ma i nostri sacrifici devono avere una prospettiva, una visione di lungo termine», è la tesi del leader degli industriali.
RILANCIARE LE IMPRESE. Poi Squinzi ha messo in guardia da chi si nasconde dietro i dati negativi della Germania, perché, ha spiegato «questa non è una buona scusa»: «Dobbiamo guardare al nostro interno», ha detto il presidente di Confindustria. Che commentando i dati Istat sulla disoccupazione ha spiegato che serve «ritrovare la capacità di trovare lavoro, e questo può venire solo dalle imprese».
PENSARE AL FUTURO. Sempre sull'emergenza lavorativa, il leader degli industriali ha chiarito che «un Paese che ha oltre il 40% di disoccupazione giovanile non ha futuro». Quindi ha proposto di lavorare a «un modello» che permetta di creare misure in grado di «far tornare alla crescita le imprese».
«Dobbiamo avere una visione, un progetto in questo Paese», ha argomentato Squinzi, «una volta per tutte dobbiamo pensare chi vogliamo essere, come vogliamo essere. E il nostro Paese deve cominciare a pensare alle prossime generazioni».
MONITO ALLA POLITICA. Poi la stoccata alla politica: «Dobbiamo essere pronti a fare sacrifici, ma tocca ai governanti indicare quali sono». E rivolgendosi ai politici ha fatto il suo appello per «far tornare alla crescita le imprese».
Ma attenzione a non aspettarsi miracoli: «Non vedremo una forte crescita nei prossimi anni», ha chiarito il presidente di Confindustria, chiedneo alla politica di «decidere qual è il modello di futuro per il nostro Paese».

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