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RIFORME 30 Agosto Ago 2014 1840 30 agosto 2014

Riforma del lavoro: Poletti: «Job Act completato entro fine 2014»

Il ministro del Welfare: «Il Senato inizierà a parlarne a settembre».

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Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Dopo lo Sblocca Italia, il governo promette di mettere mano al Job Act. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha addirittura precisato che sarà completato «entro la chiusura della presidenza italiana in Europa, quindi entro fine 2014».
«A settembre la discussione sarà aperta al Senato», ha aggiunto il ministro dell'esecutivo Renzi, «perché praticamente la Commissione Lavoro ha quasi completato i propri lavori e poi si passerà alla Camera». Ecco perché Poletti è convinto «che questo si possa fare: chiuderla anticipatamente rispetto a fine anno ed immediatamente dopo produrre i decreti delegati».
RIPRESA DELL'OCCUPAZIONE. Per quanto riguarda lo Sblocca Italia, il decreto approvato dal Consiglio del ministri venerdì 29 agosto, il ministro ha precisato che l'esecutivo si aspetta «un effetto indotto sull'occupazione» che è stato indicato come «una delle motivazioni di questa scelta».
Parlando a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell'Unità, a Bologna, Poletti ha spiegato che «facendo questa scelta cerchiamo di produrre un effetto per cui l'economia giri». Ma, «siccome dobbiamo fare i conti anche con un dato di risorse che sono collegate al bilancio dello Stato, il primo problema che abbiamo è che tutte le risorse che sono attivabili bisogna attivarle» e «quindi quello che non costa, dobbiamo farlo subito».
SINDACATI, NIENTE POLEMICHE. Sule accuse di atteggiamento 'anti-sindacati' da parte del governo, Poletti ha spiegato che l'esecutivo è «contro niente»: «Abbiamo scelto un metodo di relazione e di governo. E i cittadini ci giudicheranno».
Protagonista di un dibattito con il segretario Cisl, Raffaele Bonanni, il ministro ha negato un'assenza di rapporti con le associazioni sindacali, anzi sono tanti i momenti di confronto: «Alla fine della giornata mi accorgo che ci passo diverse ore. Ma va benissimo. Ci confrontiamo, ascoltiamo, ma alla fine ci prendiamo la responsabilità di decidere».

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