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DOPO IL CDM 30 Agosto Ago 2014 1745 30 agosto 2014

Sblocca Italia, l'Ance contro Renzi: «Pochi 3,8 miliardi»

Critiche al decreto del governo. «Serve uno choc per l'economia».

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Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance.

Lo Sblocca Italia non convince. Almeno stando alle critiche dell'Ance e di Legambiente.
Per far ripartire il Paese, infatti, potrebbe non bastare il decreto approvato dal Consiglio dei ministri del governo di Matteo Renzi venerdì 29 agosto. Perché i fondi messi a disposizione sono «pochi».
A lanciare l'allarme è stato il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili, Paolo Buzzetti, secondo cui 3,8 miliardi di euro «non rappresentano uno choc per l'economia»: «Il decreto ha un'ottima impostazione, ma se non ci mettiamo i soldi e non facciamo ripartire le cose perché l'Europa ci blocca, i problemi restano tutti lì», ha spiegato.
POCHE RISORSE. Buzzetti ha, però, premesso che si tratta delle prime valutazioni, perché «bisogna leggere i testi per capire bene». Tuttavia è già possibile sottolineare che «ci sono troppe poche risorse e il problema continua a essere il condizionamento delle nostre politiche da parte dell'Europa».
Secondo il presidente dell'Ance, quindi, non bastano i fondi per le grandi opere: l'associazione dei costruttori edili si aspettava «una botta maggiore su tutto, un impegno maggiore».
PUNTARE ALLA RIPRESA. Per quanto riguarda l'allungamento delle concessioni autostradali, Buzzetti non s'è detto contrario, ma ha avvertito che «a valle ci devono essere le gare per fare i lavori, perché la regola europea è da rispettare in tutto»: «Ai fini della ripresa», ha puntualizzato, «è fondamentale, perché se vogliamo far ripartire l'economia serve il mercato e servono gare aperte a tutti e poi le risorse».
SITUAZIONE CHE PEGGIORA. Sulla casa, infine, «bene la possibilità della sola comunicazione per fare i lavori, bene il regolamento unico edilizio in tutti i comuni» e positiva è anche la misura sull'acquisto delle case finalizzate all'affitto a canone concordato, tuttavia, il presidente dell'Ance ha evidenziato che «trova difficoltà nelle solite coperture del ministero dell'Economia».
Insomma, secondo Buzzetti serve ben altro per rivitalizzare un settore che vede un ritorno «al 1967 in quanto a concessioni edilizie» e dove la situazione «peggiora sempre di più».
È UN DECRETO OMNIBUS. Anche Legambiente, però, ha espresso un severo giudizio sullo Sblocca Italia, puntando il dito sui troppi errori.
«Un decreto omnibus con troppi provvedimenti sbagliati e che dimostra la confusione del governo rispetto alla direzione da prendere per portare il Paese fuori dalla crisi», hanno fatto sapere dall'associazione ambientalista. E poi hanno chiarito: «Lo si vede chiaramente nelle scelte che spingono l'asfalto (alle autostrade vanno infatti risorse pubbliche dirette e attraverso sgravi fiscali, con il sostegno a interventi devastanti per il territorio), il petrolio (con vantaggi per le trivellazioni) e nuovo cemento da semplificazioni per interventi edilizi e in aree demaniali».
POCHI SEGNALI POSITIVI. Sempre secondo Legambiente, se qualcosa di positivo nel provvedimento c'è, si perde nelle piege dei temi affrontati: «I pochi segnali positivi, come la proroga dell'eco-bonus e alcuni interventi sulla rete ferroviaria, si perdono in un decreto che tocca un numero infinito di temi senza alcuna idea di futuro, se non quella prevalente di rispondere agli interessi di alcune lobby».
Prima dell'approvazione dello Sblocca Italia, l'associazione ambientalista aveva proposto al governo un dossier con una lista di 101 piccole e medie opere incompiute in tutta Italia la cui mancata realizzazione «pesa negativamente sulla salute dei cittadini, sulla loro libertà di movimento, sulla possibilità di migliorare la qualità della vita, l'economia locale e nazionale».

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