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ECONOMIA 31 Agosto Ago 2014 2148 31 agosto 2014

Sblocca Italia, Squinzi: «La cifra non basta per ripartire»

«Conviene il contratto unico dei lavoratori».

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Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

Per nulla tenero col governo, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha lanciato nuove frecciate velenose dal palco della Festa nazionale dell'Unità.
Nel mirino il decreto Sblocca-Italia, quello con cui Matteo Renzi conta di rilanciare l'economia.
Secondo il numero uno di Via dell'Astronomia «i denari messi a disposizione (il premier ha parlato di 10 miliardi, ndr) non saranno sufficienti a far ripartire il Paese».
«CONCETTI CONDIVISIBILI». Certo, «i concetti che ci sono all'interno del decreto sono condivisibili: il problema è la quantità e la reale disponibilità dei fondi per sostenere questi investimenti, per esempio quelli infrastrutturali, e tutta una serie di investimenti che erano stato decisi già cinque governi fa. Mi auguro», ha concluso Squinzi, «che sia il momento per fare andare avanti le cose».
Rinfrancando un Paese che ha la necessità di rialzarsi, a partire dal fronte del lavoro, sfiancato da anni di crisi.
«SÌ AL CONTRATTO UNICO». L'intervento del ministro Poletti «con la delega sul lavoro», ha puntualizzato Squinzi, «è solo un primo passo nella direzione» che dovrebbe essere quella «del contratto unico che sia conveniente per le imprese e i lavoratori».
Un contratto di lavoro a tempo indeterminato e non quello a tutele crescenti.
Anche perché, ha osservato, «noi siamo per incrementare i salari e non per diminuirli»: il problema «è aumentare il lavoro, bisogna ricreare le condizioni per crearlo», partendo dal sostegno alle imprese.
«AZIENDE NON PROTETTE». Considerazioni indirizzate a un governo da cui le aziende «per il momento» non si sentono ancora protette o quanto meno «non sufficientemente».
Un esecutivo, ha aggiunto Squinzi, cui «chiediamo semplificazioni» e a cui gli industriali italiani tendono comunque la mano.
«Mi sembra che il termine di 1.000 giorni sia realistico, ma bisogna fare le cose che servono per sbloccare questo Paese».

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