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ALLARME 1 Settembre Set 2014 1055 01 settembre 2014

Germania, Pil e indice Pmi in calo: i guai di Merkel

Contrazione dell'economia tedesca (-0,2%).

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La cancelliera tedesca Angela Merkel.

Ora è ufficiale: la locomotiva tedesca s'è inceppata. A certificare la frenata della Germania è stato l'Ufficio Federale di Statistica, secondo cui nel secondo trimestre il Prodotto interno lordo è calato dello 0,2%: una lettura che ha confermato le prime stime di agosto che avevano già lanciato l'allarme per il Paese di Angela Merkel.
Se le esportazioni hanno visto un rialzo dello 0,9%, a soffrire sono gli investimenti, crollati del 2,3%, mentre il settore delle costruzioni ha registrato una flessione del 4,2%.
APPELLO A DRAGHI. Dati che la cancelliera conosce bene, tanto che nel weekend del 30 e 31 agosto ha fatto notizia la telefonata con il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi per chiedere chiarimenti sull'austerity (il portavoce di Merkel ha però chiarito che è stato Draghi a chiamare): insomma, la Germania teme che l'Unione europea a trazione italiana possa cambiare idea sul rigore, mettendo in pericolo gli sforzi tedeschi (leggi i cinque motivi di scontro tra Berlino e la Bce).
PERICOLO RECESSIONE. Non si dimentichi poi che l'istituto economico tedesco Diw ha recentemente lanciato un allarme proprio sul futuro della Germania. Gli esperti hanno evidenziato come il Paese corra il pericolo si una «recessione» che «deve essere presa sul serio».
La colpa? «La perdita di slancio della congiuntura mondiale», ma pure «lo sviluppo fragile in Italia e Francia». Senza poi considerare la crisi in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente.
CALA L'INDICE PMI. Come se non bastasse, altre pessime notizie per Merkel sono arrivate dall'indice Purchasing managers index (Pmi), calcolato da Markit Economics e che si riferisce all'attività manifatturiera di un Paese: la Germania ha registrato un calo più alto del previsto a 51,4 punti da 52 punti contro stime per un dato fermo.
«Il settore manifatturiero nell'eurozona ha perso ulteriore slancio», afferma l'economista di Markit Rob Dobson, sottolineando che le incertezze economiche e geopolitiche stanno pesando in particolar modo sull'attività manifatturiera (nell'eurozona ad agosto l'indice è sceso da 50,7 punti da 50,8 punti).

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