Economia 1 Settembre Set 2014 1052 01 settembre 2014

Lo stipendio me lo faccio in casa

Come far diventare la condivisione della propria casa un'entrata mensile sicura. Così lo sharing immobiliare diventa un lavoro.

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Fare sharing della propria abitazione per molti italiani sta diventando un lavoro. A Milano, per la prossima settimana, il signor Filiberto offre un grazioso appartamento sui Navigli con 4 posti letto. Prezzo: 124 euro a notte, che fanno una media di 31 euro a persona, non un centesimo in  più. Chi vuole trascorrere qualche giorno a Parigi, nel quartiere medievale del Marais, a due passi dalla cattedrale di Notre Dame, può invece contattare la signora Stephanie che mette a disposizione un loft di 45 mq, al costo di 120 euro a notte. Sono alcune delle inserzioni che si trovano sulle pagine di Airbnb, il più popolare sito web dedicato agli annunci di affitti brevi in tutto il mondo, il capostipite dello sharin, ovvero la condivisione, della propria casa per arrotondare o per avere un verio e proprio stipendio mensile, mettendo a disposizione l'intersa casa per alcuni periodi dell'anno o solo parti di essa per tutto l'anno. Ecco come fare in quattro punti. 1. LA GUIDA AI SITI DA NON PERDERE Tra  gli internauti di tutto il mondo, il portale di affitti brevi più cliccato è appunto Airbnb. Fondato nel 2007 a San Francisco da tre amici (Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk), il sito è da tempo disponibile anche in lingua italiana e ha una propria sede a Milano, guidata da Matteo Stifanelli. Ci sono però altri indirizzi web che oggi cercano di fare concorrenza alla società californiana, più o meno con lo stesso modello di business. Migliaia di offerte per affitti brevi sono disponibili per esempio anche sulle pagine di Wimdu, sito web nato a Berlino nel 2011 e in quelle di Friendly Rentals, che ha sede a Barcellona. Nella capitale catalana, si trovano anche Only Apartments, fondato nel 2003 e Go With Oh, altro intermediario immobiliare specializzato nelle locazioni transitorie, che è nato addirittura nel lontano 1998. In Svizzera opera invece HouseTrip, fondato nel 2008 da un gruppo di ex-iscritti a un corso di management alberghiero.

Airbnb è il sito fondato nel 2007 a San Francisco ed è il primo indirizzo per lo sharing nel mondo. 2. QUANTO COSTA IL SERVIZIO Di solito, per  pubblicare delle offerte di affitto breve su tutti questi portali, i proprietari di case non pagano nulla. Il servizio di inserzione non prevede infatti dei costi fissi ma soltanto delle commissioni variabili a carico sia degli inquilini, sia dei locatori (gli host), che vengono applicate al momento della prenotazione. Sulla somma incassata da chi affitta , per esempio, il leader di mercato Airbnb trattiene una tariffa del 3%. Gli ospiti, invece, pagano una commissione che oscilla tra il 6 e il 12% , a seconda del prezzo concordato. Il pagamento è gestito interamente online, sulla piattaforma del sito, e può avvenire con la carta di credito, con un bonifico bancario o con dei sistemi elettronici per lo scambio di denaro come PayPal. Per evitare che gli ospiti e gli host cerchino di aggirare il portale scambiandosi i soldi sotto banco, non è possibile comunicare alla controparte né il proprio indirizzo email né il numero di telefono, prima che si concluda la prenotazione. 3. MEGLIO TUTELARSI CON UNA POLIZZA Per coprire eventuali danni arrecati dall'ospite alla casa in cui alloggia, i siti di affitto breve offrono di solito anche una copertura assicurativa gratuita che permette di avere un risarcimento in denaro fino a 500-700mila euro. Meglio però leggere attentamente le condizioni di questi contratti in cui, ovviamente, vi è la raccomandazione o l'obbligo per i proprietari di non esporsi a rischi, lasciando per esempio oggetti di valore incustoditi nell'abitazione. Non va dimenticato, poi, che quasi sempre tali coperture prevedono anche delle franchigie, cioè delle clausole con cui il sito (e la compagnia assicurativa con cui collabora) declinano la propria responsabilità per gli indennizzi di piccolo importo, fino a 400-500 euro. Per mettersi al riparo da problemi con l'ospite, il metodo più efficace per i proprietari consiste tuttavia nell'avere un po' di accortezza, informandosi bene sull'identità e le credenziali della controparte. All'interno dei portali dedicati agli affitti brevi, infatti, sono nate delle vere e proprie community, dove gli utenti si scambiano giudizi e opinioni sugli ospiti ma anche sulla qualità degli appartamenti o delle stanze messe in locazione. 4. QUANTO PESANO LE TASSE Non vanno poi dimenticate le norme fiscali e burocratiche che regolano gli affitti brevi, sulle quali possono crearsi purtroppo parecchie zone d'ombra. Molti proprietari, è inutile negarlo, preferiscono spesso non  dichiarare i compensi incassati, anche se questi avvengono con strumenti di pagamento tracciabili. Su tale punto, tutti gli intermediari declinano ogni responsabilità e invitano gli inserzionisti a informarsi bene sulle tasse da pagare. Se la durata del contratto è inferiore a 30 giorni,  chi vuole fare tutte le cose a norma di legge deve riportare i compensi nel quadro RL della dichiarazione fiscale dell'anno successivo (classificandoli dunque come redditi occasionali). Sulla somma percepita, bisogna dunque pagare le tasse, cioè l'irpef oppure la cedolare secca con l'aliquota del 21%, che è prevista anche per gli affitti turistici. Per le locazioni inferiori a 30 giorni, non è necessaria la registrazione del contratto (che va redatto comunque in forma scritta) e non bisogna dunque pagare l'imposta di registro. Vanno tuttavia rispettati alcuni importanti adempimenti burocratici. Entro 48 ore dall'arrivo degli inquilini, bisogna dare comunicazione della loro presenza alle autorità di polizia e anche all'Istat, che conserva i dati a scopo statistico. Occorre inoltre ricordare che diverse amministrazioni comunali italiane, per ogni turista che risiede in città, hanno deciso di applicare una tassa di soggiorno che di  solito, per le strutture extra-alberghiere, ammonta a 2 euro al giorno. Anche questo balzello, purtroppo, va pagato fino all'ultimo centesimo.

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