Economia 2 Settembre Set 2014 1305 02 settembre 2014

Ntv deraglia su Gasparri

La società di Italo in affanno. In due anni le perdite sono arrivate a 156 mln.

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Taglia, ma non chiude. Ntv, Nuovo trasporto viaggiatori, la società del treno ad alta velocità Italo, è in affanno. Tanto che secondo i bene informati starebbe pensando di ridurre i costi  tagliando del 30% il personale. Questo significa che 300 dipendenti rischiano di finire in mobilità. Per sanare il bilancio del gruppo forndato, tra gli altri anche da Luca Cordero di Montezemolo e da Diego Della Valle nel 2006, il numero dei passeggeri (arrivati a 6,2 milioni) e il fatturato in crescita, evidentemente non bastano. QUERELATO GASPARRI PER IL TWEET: «PRESTO CHIUDERETE» In più ci si è messa la cattiva pubblicità di alcuni politici come Maurizio Gasparri che ha twittato: «Italo treno ma che promozioni, presto chiuderete» e poi ancora: «Siete quasi falliti, rischioso comprare i biglietti venduti da Della Valle & Montezemolo». La società replica dicendosi «dispiaciuta e sorpresa che il vicepresidente del Senato, una delle più importanti istituzioni del Paese, si sia scagliato contro una società privata che faticosamente sta cercando di affermare nel trasporto ferroviario ad Alta velocità i principi della concorrenza». Ma non solo: ha dato mandato ai suoi legali di sporgere querela nei confronti del senatore. «Trovo inaccettabile, gravissimo e anche vergognoso che un vicepresidente del Senato abbia scritto quelle cose» ha detto Antonello Perricone, presdiente di Ntv. «E trovo sorprendente che nessuno della politica in merito abbia reagito, anche arrivando a chiedere, per esempio, le sue dimissioni».

Antonello Perricone, presidente di Ntv.
PERRICONE: «NON MOLLEREMO» Il presidente Ntv non ci sta e ha rilanciato con i numeri affermando che quest'anno la società prevede di superare i 6,5 milioni di viaggiatori. «Lottiamo contro una cultura di larghi settori della politica che agli indubbi benefici della concorrenza preferisce il monopolio, più controllabile, piuttosto che un mercato aperto e trasparente, a tutto vantaggio di chi acquista» ha detto. «E abbiamo un costo del pedaggio che incide moltissimo sui margini, e sulla cui oscura determinazione abbiamo già presentato un esposto all'Authority». Per il manager una cosa però deve essere chiara: nonostante i tanti ostacoli e regole del gioco che cambiano ogni giorno, Ntv non molla. «Rimarremo in pista, anche per evitare all'Italia l'onta del fallimento della più importante liberalizzazione degli ultimi vent'anni, ed è davvero paradossale che a preoccuparsi di questo debba essere un'impresa privata e non il governo stesso» ha detto. E sulla ristrutturazione e i probabili tagli Perricone ha detto che Ntv è impegnata in una dura operazione di ristrutturazione del proprio modello industriale. «Stiamo necessariamente e già da tempo tagliando i costi, rivisitando i contratti con i fornitori, ridefinendo il perimetro dello sviluppo possibile, i cui risultati naturalmente si vedranno nel medio periodo» ha sottolineato. «Fare impresa in Italia è sempre stato difficile: sfidare un gigantesco monopolio, quale è stato quello delle Ferrovie dello Stato, è un'opera da far tremare i polsi». IL DEBITO È DI 781 MILIONI Del resto la ristrutturazione è inevitabile: il debito complessivo della società avrebbe toccato quota 781 milioni di euro e le perdite, in due anni, sono arrivate a 156 milioni di euro. A pesare sui conti non è solo la concorrenza del Frecciarossa di Trenitalia, operativo sulla stessa tratta Milano - Napoli di Italo. Ma anche altri fattori di non poco conto. Primo fra cui il fatto che la società mette sul tavolo ogni anno 120 milioni di euro  per l'utilizzo della rete ad alta velocità. E il governo, con il decreto competitività, ha imposto la fine del regime tariffario agevolato. Il che significa che l'aziende si trova a sborsare 15-20 milioni all'anno in più fin dal 2015.

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