Economia 2 Settembre Set 2014 1237 02 settembre 2014

Occupazione ferma

Ma in un anno diminuisce dello 0,8%. Lo dice l'Istat. Stipendi in calo dello 0,5%.

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L'occupazione nelle grandi imprese, ovvero nelle aziende con almeno 500 dipendenti, a giugno resta ferma ai dati di maggio, mentre su base annua registra ancora cali, anche se il ritmo di caduta rallenta. A dirlo è l'Istat. Rispetto allo scorso anno, infatti, la diminuzione al lordo dei dipendenti in cassa integrazione risulta pari allo 0,8%, la discesa più contenuta da agosto-settembre del 2012. E bisognerebbe tornare ancora più indietro per trovare un valore migliore nel calcolo al netto delle Cig (-0,5%). CALO MENO ACCENTUATO DA OTTOBRE Al netto della Cig si tratta del calo meno accentuato dall'ottobre del 2011. Analizzando i diversi comparti, la diminuzione tendenziale più marcata si registra nelle costruzioni (-4,7% al netto Cig), al contrario fanno bene i comparti della fornitura di energia elettrica e gas (+1,7%), delle attività professionali scientifiche e tecniche (+1,9%) e del commercio all'ingrosso e al dettaglio (+0,6%). Il numero di ore lavorate per dipendente, al netto degli effetti di calendario e della Cig, fa sapere sempre l'Istat, diminuisce dell'1,2% nel confronto annuo. L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate si contrae, scendendo a a 30,7 ore ogni mille ore (-2,9 ore ogni mille sull'anno). BUSTE PAGA IN FLESSIONE Passando alle buste paga, a giugno la retribuzione lorda per ora lavorata segna una flessione dello 0,5% su base mensile, invece sale del 3,3% in termini tendenziali. Nel calcolo per dipendente, la retribuzione lorda aumenta del 2,2%, mentre il costo del lavoro cresce dell'1,6% su base annua e al netto della Cig. A spingere in alto i salari è stato l'elevato incremento tendenziale rilevato nel settore trasporto e magazzinaggio (+10,3%) derivante dal pagamento nel 2014 di premi di maggiore entità rispetto al 2013 in alcune grandi imprese. Lo stesso è accaduto per il settore della fornitura di energia elettrica (+8,0%). Considerando la sola componente continuativa (quel che arriva ogni mese), spiega ancora l'Istituto, la retribuzione aumenta dello 0,4%.

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