Economia 3 Settembre Set 2014 1824 03 settembre 2014

Eataly, intesa sui precari a Firenze

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Oscar Farinetti Intesa, tra Cgil e Eataly, per avviare un percorso di stabilizzazione dei circa 100 precari che lavorano nello store fiorentino della catena. Ad annunciarla definendo l'accordo "soddisfacente", sono stati Massimiliano Bianchi della Filcams e Alessio Branciamore di Nidil, che hanno siglato l'intesa con l'ad della catena, Francesco Farinetti, oggi nel capoluogo toscano. LO SCIOPERO DEL 30 AGOSTO. A Firenze, lo scorso sabato 30 agosto si era svolto il primo sciopero del gruppo enogastronomico: ad organizzarlo, con il supporto dei Cobas, alcuni giovani dipendenti, i contratti dei quali non erano stati rinnovati, che avevano denunciato come su circa 120 addetti reclutati nel dicembre scorso (quando il patron di Eataly Oscar Farinetti inaugurò lo shop insieme all'allora sindaco Matteo Renzi), i mancati rinnovi riguardassero il 50% del personale, una sessantina di persone. Non è certo se l'intesa riguarderà anche i contratti per i quali è già stata stabilita la cessazione, come quelli dei ragazzi che hanno dato vita alla protesta di sabato. Ma l'amministratore delegato Francesco Farinetti, figlio del patron, nel corso di una riunione aziendale nello store fiorentino ha rassicurato gli addetti sull'intenzione di dar vita ad un percorso di stabilizzazione. FARINETTI RISPONDE CON UN MANIFESTO. Farinetti ha anche esposto un cartellone con una presa di distanza dallo sciopero del passato weekend invitando chi fosse d'accordo con tale posizione a firmarlo e chiedendo a chi al contrario non volesse farlo, se volesse spiegare le ragioni della scelta: il cartellone dovrebbe essere esposto all'ingresso del negozio nei prossimi giorni. Il 'contromanifesto', che Farinetti ha invitato i dipendenti a firmare, contesta, punto per punto le accuse mosse dagli organizzatori della protesta dello scorso weekend, i quali, in sintesi, avevano sostenuto come Eataly intendesse non rinnovare il contratto a circa 60 dipendenti su un totale di 120. «Numeri falsi i numeri veri sono: partenza con 131, oggi 97. Siamo partiti a Natale e poi il lavoro è diminuito. Quindi purtroppo non abbiamo potuto confermare tutti. Ma questo è fisiologico. Abbiamo dovuto scegliere quelli che secondo noi erano i migliori». Nel manifesto si sottolinea poi che Eataly ha creato «oltre 4000 posti di lavoro in 7 anni e mezzo in Italia e all'estero» e che ogni giorno queste migliaia «vanno lavorare negli Eataly volentieri, perché da Eataly si sta bene e gli stipendi sono migliori della media del settore, il contrario di quanto descritto dalle poche unità» che hanno organizzato lo sciopero. I quali sono stati 3 su 97. Il cartellone prosegue: «E' falso e cattivo parlare di sfruttamento a Eataly e non si può dire che si vuole aiutare colleghi e amici e poi invitare pubblicamente a non comprare più da Eataly». Il riferimento è al provocatorio 'coupon di solidarietà' distribuito dai giovani in sciopero lo scorso sabato, sul quale era scritto: «Solidale con i lavoratori dello store Eataly di Firenze, da domani non comprerò più nei vostri negozi. Un cliente non indifferente". Nel documento i lavoratori spiegavano anche di riconoscere la "franchezza" di Eataly nel suo slogan di punta: Eataly è l'Italia. «Contratti precari, licenziamenti, sfruttamento. In pratica, una fotografia del nostro Paese". Nel corso della giornata di protesta, era stato spiegato, alle casse ne erano stati depositati dai clienti alcune decine.

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