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NUOVA ECONOMIA 3 Settembre Set 2014 1800 03 settembre 2014

Sharing economy, la crisi spinge il noleggio

Il vantaggio della condivisione on demand.

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La crisi economica ha cambiato i consumi.

L'ombra della deflazione si è abbattuta sull'economia italiana e il circolo vizioso si è messo in moto: prezzi più bassi, spesa rimandata e imprese in apnea.
ESERCENTI COL FIATO SUL COLLO. Il calo degli acquisti ora minaccia gli esercenti, già messi a dura prova da anni di difficoltà.
Gli ultimi dati sono sempre più allarmanti: secondo la Fismo Confesercenti da dicembre 2013 a maggio 2014 sono più di 14mila le attività che hanno chiuso. Tradotto significa più di 34 negozi al giorno che spariscono nel nulla. E questa tendenza negativa non riguarda solo le piccole realtà. Anzi. A soffrire sono anche i 'grandi' della distribuzione organizzata.
Lo rivela l'ultimo Rapporto Coop, che ha tracciato un quadro preoccupato sulla tenuta dell'economia del nostro Paese: dal 2007 a oggi gli italiani hanno 2.700 euro in meno all’anno da spendere.
La conseguenza? Crescono i consumi di nicchia, crollano quelli di massa, con i grandi ipermercati che iniziano a soffrire come le piccole botteghe di prossimità.
L'E-COMMERCE CRESCE DEL 20,4%. In questo clima negativo solo la Rete sembra ancora in grado di salvarsi e frenare un po' questa spirale negativa, anche se a discapito dei negozi fisici: gli analisti del Rapporto Coop hanno sottolineato, infatti, come Internet sia la nuova piazza della spesa che sottrae terreno ai negozi fisici con l'ecommerce che è cresciuto del 20,4% solo nell'ultimo anno.
Secondo gli ultimi dati presentati lo scorso maggio in occasione del Netcomm eCommerce Forum, la fiera degli esercenti online, nel 2014 il valore totale del commercio elettronico potrebbe arrivare a 13,2 miliardi di euro.

Condivido dunque sono: possedere è anti-economico

In rete è possibile anche noleggiare abiti per una sola serata o un'occasione speciale.

Che comprare in Internet sia spesso più conveniente non è una novità. Quello che invece la crisi sta mettendo ora in discussione è soprattutto la 'filosofia del possesso'. Avere non è più essenziale e, anzi, è anti-economico: oggi le cose e i servizi vanno utilizzati, non acquistati. È l'inizio dell'era della sharing economy, l'economia della condivisione.
Secondo uno studio condotto da Ipsos, commissionato da Airbnb e BlaBlaCar, che ha fotografato questo fenomeno nel nostro Paese, 75 italiani su 100 hanno già sentito parlare sharing economy e 21 su 100 lo associano a un vantaggio economico.
BOOM DELLA MUSICA IN STREAMING. Una canzone, una tenda, un ufficio per un'ora, una borsa Prada, un abito da sposa, un cane e persino un drone. Tutto può essere preso a noleggio, per qualche ora o per alcuni giorni. L'idea è pagarne l'effettivo utilizzo e tagliare sulle spese di possesso e, in alcuni casi, di manutenzione.
Non è un caso che sempre più gente smetta di acquistare canzoni sul web e preferisca ascoltarle in streaming utilizzando servizi come Spotify: lo dimostra il fatto che i download di musica sono precipitati per la prima volta già l'anno scorso. Anche Uber e tutti i servizi di car sharing hanno provato a dimostrare che condividere l'auto è molto più accessibile che possederla.
LA 'NETFLIX ECONOMY'. In molti l'hanno già definita 'l'economia Netflix' in cui noleggiare è preferibile al possedere e in cui la gente affita le proprie case su siti come Airbnb o 'vende' un passaggio sulla propria auto. A spingere questa tendenza è stato soprattutto il boom delle web start-up: non è un caso che molte - come Rent the Runway per gli abiti firmati o Getaround per le auto private - siano nate durante la crisi finanziaria, quando la gente aveva bisogno di nuovi modi per risparmiare soldi o magari anche per monetizzare.

Il noleggio di prossimità grazie alla tecnologia

Con Airbnb è possibile affittare la propria casa a viaggiatori che cercano in Rete una soluzione alternativa al classico albergo.

A detta di molti imprenditori ed analisti l'economia del noleggio è parte di un crescente movimento post-recessionista che si accompagna a una nuova consapevolezza del possesso.
IL PRESTITO SU VASTA SCALA. In molti casi la sharing economy è esattamente il naturale proseguimento di ciò che molta gente ha sempre fatto: prendere in prestito un po' di zucchero o l'auto del vicino. La differenza è che la tecnologia oggi ha reso possibile farlo su una scala più ampia, e tra estranei.
Attraverso piattaforme social e sistemi di rating online dei noleggiatori è possibili verificare l'affidabilità della persona o società da cui si affitta qualcosa e, grazie agli smartphone e ai sistemi di geolocalizzazione è possibile trovare le offerte più vicine.
IL NODO DELLE POLIZZE ASSICURATIVE. Certo però, questi servizi sollevano anche altre questioni importanti per chi decide di usufruirne: cosa succede se si macchia un abito preso in prestito? Se l'auto si rompe o è in panne? Se il cane preso a noleggio scappa?
Le aziende in molti casi sono già corse ai ripari e hanno messo in cantiere diverse soluzioni per affrontare i rischi, comprese polizze assicurative e contratti di leasing.
CAMBIARE LE ABITUDINI DEI CONSUMATORI. L'economia della condivisione promette di cambiare tanti parametri del mercato finora rimasti cristallizzati e potrebbe anche dare una significativa sferzata alle abitudini dei consumatori, trasformandoli in acquirenti consapevoli.
C'è chi pensa infatti che forse, in questa economia in crisi costante, la gente ha solo bisogno di provare qualcosa prima di convincersi ad acquistarla davvero.

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