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CONFERENZA STAMPA 4 Settembre Set 2014 1840 04 settembre 2014

Draghi: «Azione della Bce contro la crescita debole»

Prestiti a famiglie e imprese. Riviste al ribasso stime inflazione.

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Mario Draghi, presidente della Bce.

Una spinta alla crescita per contrastare la deflazione. È questo il senso delle parole di Mario Draghi, che ha spiegato il nuovo taglio dei tassi della Banca centrale europea in conferenza stampa a Francoforte. «Continueremo a monitorare i rischi per le prospettive inflazionistiche», ha detto il presidente dell'Eurotower. Questi rischi includono «la crescita debole, il tasso di cambio dell'euro e la situazione geopolitica».
La Bce ha deciso di comprare da ottobre gli Abs (Asset backed security), titoli che impacchettano prestiti a famiglie e imprese, da cui si prevede un «impatto decisivo» sul suo bilancio e cioè sulla posizione complessiva della politica monetaria.
CALO DELLE ASPETTATIVE D'INFLAZIONE. Draghi ha spiegato che le misure hanno l'obiettivo di fermare il processo di indebolimento della crescita dell'Eurozona e di sostenere le aspettative d'inflazione. «Abbiamo visto movimenti al ribasso di tutti gli indicatori delle aspettative inflazionistiche su tutte le scadenze».
STIME DI CRESCITA RIVISTE AL RIBASSO. La Bce ha limato al ribasso le stime di crescita dell'Eurozona per il 2014 e il 2015, rispettivamente da +1% a +0,9% e da +1,7% a +1,6%. Rivista invece al rialzo quella per il 2016: da +1,8% a 1,9%.
Al ribasso anche le stime per l'inflazione dell'area Euro nel 2014, prevista ora con una crescita dello 0,6%. Secondo l'Eurotower restano invariate quelle per il 2015 (+1,1%) e 2016 (1,4%).
FLESSIBILITÀ NEL PATTO DI STABILITÀ. Interpellato sulla flessibilità sui conti richiesta da alcuni Stati come l'Italia, Draghi ha risposto che essa «esiste nel Patto di stabilità» e permette ai Paesi di sostenere i costi delle riforme strutturali oltre alla domanda. Ma ha comunque invitato a non arretrare dal risanamento dei conti fatto e ha avvertito i governi: «Non c'è nessuno stimolo monetario, o di bilancio, che possa rilanciare la crescita senza forti e decise riforme strutturali». Bisogna «tagliare le tasse molto distorsive e la spesa più improduttiva».
DECISIONE NON UNANIME. Anche il quantitative easing, cioè l'acquisto massiccio di titoli finanziari inclusi i bond governativi, «è stato discusso» al board del 4 settembre, dove «alcuni governatori avrebbero voluto fare di più, altri meno», ha aggiunto Draghi, spiegando che la decisione di comprare gli Abs non è stata presa unanimemente.

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