Economia 4 Settembre Set 2014 1128 04 settembre 2014

Google firma con Lvmh per vendite on line

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e-commerce Il motore di ricerca Google e il gigante del lusso Louis Vuitton (LVMH) hanno annunciato un accordo di cooperazione che mette fine al contenzioso fra i due gruppi in materia di contraffazione su Internet, che durava da circa 10 anni. «Le due parti», si legge in un comunicato congiunto «si impegnano a rafforzare le risorse già messe in campo attualmente dai due gruppi per la lotta contro la pubblicità e la vendita on line dei prodotti contraffatti. Questo accordo mette fine alla disputa fra Louis Vuitton e Google". IL MOTIVO DEL CONTENDERE. Il marchio francese del lusso rimproverava alla società americana, attraverso il suo servizio di pubblicità Adwords, di prestare il proprio nome a pubblicità per prodotti concorrenti o contraffatti. Google era stata condannata in prima istanza nel 2005, e in appello l'anno dopo, per contraffazione di marchi, concorrenza sleale e pubblicità ingannevole. La procedura era finita in Cassazione, che aveva a sua volta fatto appello alla giustizia europea. LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA. La Corte di giustizia europea, nel 2010, aveva deciso a favore di Google, stabilendo che il gruppo non violava di per sé i diritti di marchi depositati consentendo di utilizzarli come parole chiave per l'innesco di messaggi pubblicitari. Era responsabile soltanto, aveva stabilito la Corte, «se, a conoscenza del carattere illecito di un inserzionista, non ritira o rende inaccessibili i dati dello stesso». Nel comunicato di oggi, Pierre Godé, vicepresidente di LVMH, afferma che l'accordo "apre la strada a una maggior cooperazione al servizio di un ambiente digitale sicuro e più responsabile. I marchi saranno d'ora in poi protetti sia in rete che fuori».

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