Economia 4 Settembre Set 2014 1152 04 settembre 2014

Perché Marchionne vuol fare l'americano

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Sergio Marchionne È iniziato il conto alla rovescia per debutto di Fiat sul mercato americano. Dopo il via libera alla fusione con Crysler la data da tenere d'occhio è il 13 ottobre. Allora il gruppo Fiat Crysler Automobiles (Fca), marchio nato dalla fusione tra Fiat e Crysler, indossa ufficialmente la maglia a stelle e strisce. E sul mercato amricano l'a.d. Sergio Marchionne gioca molte delle sue carte. Fa bene? Se si guardano i dati dell’economia americana si direbbe di si: migliora, nonostante qualche brutta sorpresa, gli incentivi alla spesa sono in aumento, i prestiti per comprare un’auto sono in rialzo e il mercato delle quattro ruote ringrazia, tanto che in agosto le immatricolazioni totali sono salite al massimo in otto anni. Tra i colossi di Detroit, l’unica ad avere subito una battuta d’arresto è stata General Motors, che ha assistito a un ribasso delle vendite dell’1,2%, mentre le dirette rivali americane, Ford Motor e Chrysler Group, ora parte di Fiat Chrysler Automobiles (Fca), hanno messo a segno una performance maiuscola: la prima ha avuto il miglior agosto in otto anni, la seconda, con un rialzo delle vendite del 20%, ha registrato il miglior agosto dal 2002. Per il gruppo guidato da Sergio Marchionne i risultati convincenti (le vendite salgono da 53 mesi di fila) sono di buon auspicio in vista della quotazione a Wall Street. Nell’attesa, ecco 4 cose cosa bisogna tenere a mente. 1. PER L’AUTO USA UN AGOSTO DA INCORNICIARE Il mercato dell’auto, dopo il baratro della crisi, il caos dei salvataggi federali e il crollo delle vendite che aveva portato il settore a un passo dal baratro, è sostanzialmente in buona salute. I dati sulle vendite, mese dopo mese, sembrano confermano una realtà sotto gli occhi di tutti: in agosto le immatricolazioni sono state in totale più di 1,58 milioni, il 5,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e questo significa che nell’intero anno potranno superare i 17 milioni di unità per la prima volta da luglio 2006. «Quest’anno il weekend del Labor Day era a fine agosto e questo ha sostenuto le vendite», ha detto John Felice, responsabile vendite e marketing di Ford. La società non si può lamentare: le vendite sono salite solo dello 0,4%, ma è stata comunque un’inversione di rotta rispetto agli anni precedenti, tanto più che alcuni modelli come la Fusion e la Escape hanno avuto immatricolazioni record. Meno bene General Motors, che ha visto calare gli acquisti di tutti I marchi tranne Gmc (+10,4%): quelli di Buick sono scesi del 10,2%, quelli di Cadillac del 17,8%, quelli di Chevrolet dell’1%.

La catena di montaggio Crysler. 2. PER CHRYSLER GROUP MIGLIOR AGOSTO DAL 2002 Se in generale le vendite di agosto sono andate bene è anche grazie all’ottima performance di Chrysler Group. È stato il miglior agosto dal 2002, grazie soprattutto al marchio Chrysler, che ha visto salire le vendite del 4%, il miglior agosto dal 2007, al marchio Jeep, che ha segnato un +49%, la performance migliore tra i brand del gruppo e l’agosto migliore di sempre, e al marchio Ram Truck, che con un +39% ha messo a segno il miglior agosto dal 2003. Meno bene i marchi Dodge (-6%) e Fiat, che ha visto calare le immatricolazioni del 20% soprattutto a causa del richiamo di circa 29.500 vetture che prevede la sostituzione degli airbag per le ginocchia sulle Fiat 500L negli Stati Uniti e in Canada. Con ogni probabilità è una battuta d’arresto solo temporanea: in generale le vendite di Fiat 500 sono salite del 12%, il miglior agosto dal 2012. 3. L'ATTESA PER QUOTAZIONE: CRYSLER MANCA DAL 2007 E in quello che sarà l’autunno caldo delle Ipo americane, - dal gigante cinese dell'e-commerce Alibaba, che potrebbe rastrellare oltre 20 miliardi, e dal leader dei prestiti Lending Club, al re dell’immobiliare commerciale Paramount Group e alla startup nello storage online Box Inc, - la fibrillazione maggiore è proprio per Fiat Chrysler. Il primo giorno utile è il 13 ottobre, una volta sentite le richieste dei creditori e quelle della Securities and Exchange Commission, la Consob americana. Chrysler manca dalla Borsa americana dal 2007, quando l’allora DaimlerChrysler cedette appunto Chrysler alla private equity Cerberus Capital Management. Il resto è storia nota: durante la crisi del 2009, con l’ingresso e l’uscita dall’amministrazione controllata, entrò in gioco la casa automobilistica italiana. I passi avanti sono stati netti decretando il successo di Marchionne, che punta a chiudere il cerchio appunto con la quotazione al New York Stock Exchange. Fca dovrebbe emettere obbligazioni una volta quotata a New York, approfittando delle favorevoli condizioni per il debito aziendale in presenza di tassi di interesse estremamente bassi. Qualcuno preferisce la cautela sulle prospettive di Borsa e di business del nuovo gruppo: il dubbio è che le risorse cercate dall’azienda non siano reperibili senza un ricorso a nuove azioni, ipotesi esclusa dai vertici. “Marchionne ha ottenuto alcuni successi. Il punto di partenza era tuttavia molto basso e rimane da vedere se il nuovo gruppo riuscirà non solo a rialzarsi ma anche a correre”, ha detto Erik Gordon, professore della Ross School of Business della Michigan University.

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