Economia 4 Settembre Set 2014 1817 04 settembre 2014

Tassi zero: quanto costa indebitarsi adesso

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Sui mutui lo spread, ovvero il guadagno caricato dalle banche, è sopra il 2% in media. Solo 5 anni fa era sotto l'1%. Mai così in basso da quando è nata l'Eurozona. Con l'ennesimo taglio al costo del denaro annunciato dal presidente della Bce,  Mario Draghi, i tassi d'interesse ufficiali nel Vecchio Continente hanno toccato il minimo storico dello 0,05%. Anche l'euribor, il saggio sui prestiti interbancari europei, sì è già adeguato alla nuova sforbiciata di Draghi e ora si avvicina allo zero: nelle scadenze a 6 mesi è ormai allo 0,25%, in quelle a 3 mesi è sceso allo 0,15% e in quelle a 1 mese tocca addirittura lo 0,06%. LO SPREAD CARICATO DALLE BANCHE ROVINA LA FESTA Poiché dall'Euribor dipende il costo di gran parte dei mutui a interessi variabili, il taglio dei tassi appena attuato dalla Bce dovrebbe in teoria far ripartire alla grande il mercato dei prestiti immobiliari, visto che oggi indebitarsi costa un po' meno di prima. Peccato, però, che le cose non vadano proprio così. A guastare la festa ci pensa lo spread. Ma non lo spread  di cui parlano sempre i giornali e i telegiornali che misura il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e  i Bund tedeschi. Lo spread incriminato è quello richiesto dalle  banche a chi accende un mutuo casa. Si tratta di  una quota aggiuntiva di interessi che si somma ai tassi di mercato, cioè all'euribor, e che rappresenta un margine di guadagno per gli istituti di credito. Oggi, purtroppo, lo spread sui mutui resta alto, spesso sopra il 2%, contro lo 0,5-1% di 5 anni fa. Per quale ragione? Innanzitutto, perché le banche hanno i bilanci zavorrati dalle sofferenze e non danno denaro in prestito a cuor leggero, se non a condizioni onerose. Inoltre, proprio a causa dei tassi bassi, gli stessi istituti di credito faticano a far fruttare la loro liquidità sul mercato e cercano di spuntare qualche margine di profitto in più sugli impieghi, cioè quando prestano denaro. Insomma, il debaro costa meno ma indebitarsi a pagando un prezzo ragionevole è sempre un'impresa come spiega la guida in tre punti di Economiaweb.it. 1. PER RISPARMIARE SUL MUTUO LO SPREAD MASSIMO È IL 2% Ecco allora che sorge spontaneo un interrogativo: conviene o non conviene  accendere oggi un mutuo casa? E quale tipo di tasso è meglio scegliere? Sono domande  abbastanza impegnative, dato che è difficile fare previsioni sul futuro. Chi si è indebitato a interessi variabili tra il 2066 e il 2008, cioè quando gli spread bancari erano sotto l'1%, ha fatto una scommessa vincente e oggi si ritrova sulle spalle un finanziamento che costa meno dell'1-1,5% all'anno. E se lo deve tenere stretto. Chi vuole indebitarsi oggi, invece, non ha purtroppo la stessa fortuna, benché si intravedano sul mercato alcuni segnali di schiarita. Tra i finanziamenti a tasso variabile selezionati dal sito del broker MutuiOnline, per esempio, ci sono diversi prodotti con uno spread attorno al 2%, ben più basso del 3% richiesto invece da molte banche fino all'anno scorso. Le migliori offerte per un importo di 150 mila euro a 25 anni Per un prestito di 150mila euro con scadenza a 25 anni e che copre l'80% del prezzo dell'immobile, MutuiOnline segnala come offerta meno cara quella di Banca Mps (Mutuo Benvenuto), che richiede il pagamento di una rata mensile di 654 euro e ha un taeg (tasso annuo effettivo globale) del 2,5%, comprensivo di uno spread del 2,25%. Segue il Mutuo Domus Variabile di IntesaSanpaolo che, per gli stessi importi e con lo stesso piano di rimborso, ha una rata 670 euro, uno spread del 2,4% e un taeg del 2,58%. Tra i mutui a tasso fisso, che costano molto di più di quelli a interessi variabili, l'offerta migliore arriva invece da Webank,. Per 150mila euro da rimborsare in 25 anni,  la banca online del gruppo Popolare di Milano richiede infatti un taeg fisso del 4,46% e una rata di 820 euro.

La sostituzione del mutuo attraverso la surroga può essere una soluzione per abbassare la rata dopo il taglio dei tassi. 2. LA SOSTITUZIONE DEL MUTUO CONVIENE SOLO A CHI HA IL TASSO FISSO La discesa dei tassi, invece sta spingendo molti italiani verso le operazioni di sostituzione, cioè quelle che hanno lo scopo di rimpiazzare i vecchi mutui sottoscritti anni addietro, con nuovi finanziamenti che costano meno, rottamandoli.  Tra marzo e luglio 2014, secondo i dati di MutuiOnline, i finanziamenti immobiliari di sostituzione hanno raggiunto una quota di oltre il 18% del totale di tutti i mutui erogati, contro il 6% di fine 2013. Va ricordato che, per effettuare la rottamazione del vecchio prestito, esiste da tempo una procedura semplificata, la surrogazione, che permette di traferire l'ipoteca da una banca a un'altra con una  scrittura privata autenticata e con spese notarili ridotte, che quasi sempre vengono prese in carico (del tutto o in parte) dall’istituto che concede il nuovo finanziamento. Le offerte migliori di una surroga con capitale di 100 mila euro a 20 anni Ma a chi conviene oggi rottamare il mutuo? Non certo a chi si è indebitato a tasso variabile fino al 2012, prima della crisi finanziaria dell'Eurozona, quando appunto le banche offrivano dei finanziamenti meno costosi di oggi. La sostituzione è invece vantaggiosa soprattutto per chi, magari temendo una risalita dei tassi, tra il 2010 e il 2013 si è messo sulle spalle un mutuo a interessi fissi, quando costava in media oltre il 5-5,5% su base annua. Chi si è indebitato a queste condizioni, nell'ipotesi di un prestito con un capitale residuo di 100 mila euro e scadenza a 20 anni, paga oggi una rata di 687 euro. Per abbassarla in maniera consistente approfittando del calo del costo del denaro, oggi è possibile rottamare il vecchio prestito e rimpiazzarlo con un mutuo a tasso variabile, magari scegliendo tra i prodotti di sostituzione meno costosi sul mercato e segnalati da MutuiOnline. Si tratta di Domus Variabile di IntesaSanPaolo (per 100mila euro a 20 anni, la rata è rata di 508 euro al mese, con un taeg del 2,18%). Segue a ruota Trasforma Mutuo di Bnl-Gruppo BnpParibas (rata di 513 euro e  taeg del 2,2%). Chi sceglie questi finanziamenti al posto del vecchio prestito a tasso fisso, riesce dunque a risparmiare ogni 30 giorni una cifra tra 160 e 180 euro. 3. AUTO, MOTO, VACANZE: IL PRESTITO NON SCENDE SOTTO IL 6,5% Non si vedono invece segnali di grande cambiamento nel settore dei finanziamenti personali e al consumo, cioè quelli sottoscritti di solito dagli italiani per l'acquisto di beni durevoli come l'auto, i mobili di casa o per la ristrutturazione di un appartamento. Secondo l'Osservatorio di PrestitiOnline, scegliendo le migliori offerte sul mercato, oggi si paga un tasso tra il 6,5 e il 7% su base annua, più o meno lo stesso registrato nei primi mesi dell'anno. Per il settore del credito al consumo, infatti, le criticità maggiori non sono certo legate agli spread o ai tassi d'interesse, che non hanno subito particolari impennate negli ultimi anni. Piuttosto, il problema è che le banche e le finanziarie sono ancora piuttosto avere nel dare soldi in prestito. Gli ultimi dati di mercato, aggiornati a giugno, registravano infatti l'ennesimo calo (attorno allo 0,8% su base annua) delle erogazioni di nuovi crediti alle famiglie. Le migliori offerte per un finanziamento di 10 mila euro a 5 anni Chi riesce a farsi finanziare e sceglie i prodotti migliori sul mercato, però, oggi può  senza dubbio spuntare buone condizioni. Per un debito di 10mila euro da rimborsare in 5 anni e destinato all'acquisto dell'auto, per esempio, il sito di PrestitiOnline segnala come offerta più conveniente  quella di Santander Consumer Bank (rata di 194.96 euro al mese e taeg  fisso del 6,66%), seguita da RataWeb di Agos Ducato (195.19 euro al mese e taeg fisso del 6,69%) e da Credito Auto di Findomestic (rata di 196.13 euro al mese e taeg del 6,8%).

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