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RECESSIONE 6 Settembre Set 2014 0932 06 settembre 2014

Crisi turismo, record al ribasso negli alberghi nei mesi estivi

Saldo negativo a luglio (-0,6%) e agosto (-0,2%).

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Una passeggera ferma in stazione.

La crisi economica e i capricci meteorologici hanno reso l'estate drammatica. Almeno per albergatori e persone che operano nel settore del turismo che, per la prima volta da quando esistono le statistiche, ha fatto registrare un saldo negativo rispetto al 2013 nei mesi clou di giugno luglio e agosto. A rilevarlo è stata l'indagine congiunturale di Federalberghi che ha stigmatizzato il crollo della domanda interna, non compensata dall'aumento dei visitatori stranieri, e ha invitato il governo ad agire immediatamente con 'misure non convenzionali', tra cui il taglio della pressione fiscale e del costo del lavoro.
DATI SULL'OCCUPAZIONE PREOCCUPANTI. I dati, per usare le parole del presidente della Federazione, Bernabò Bocca, sono «tristemente negativi». Il dato dei pernottamenti da giugno a agosto è stato pari allo 0% (rispetto allo stesso periodo del 2013) e per la prima volta nella storia delle statistiche moderne i mesi di luglio e agosto hanno fatto registrare un ribasso rispettivamente dello 0,6% e dello 0,2%. L'andamento è determinato dall'ennesimo calo della domanda italiana (-0,6%) e da un lievissimo incremento di quella straniera (+0,6%). Preoccupanti i dati sull'occupazione: nello stesso periodo si è registrato un -1,3% frutto di un -2,9% di lavoratori a tempo indeterminato ed un -0,3% di lavoratori a tempo determinato.
UN FENOMENO CRONICO. Sul versante dei volumi, alla contrazione dei prezzi certificata da Istat si sono aggiunte le cancellazioni e le partenze anticipate per il maltempo registrate sia nelle località marine sia in quelle montane, con un impatto sui fatturati delle imprese ricettive nel trimestre stimabile in un -5%. «La stagnazione dei mercati turistici in Italia è diventata quasi un fenomeno cronico che va curato con immediatezza» ha avvertito Bocca. Per il presidente di Federalberghi «si tratta di «un risultato tristemente negativo che arriva da anni di risultati negativi che hanno fatto suonare il campanello d'allarme per uno dei principali settori economici del Paese».
OCCHIO ALLE OFFERTE DI SETTEMBRE. Federalberghi ha chiesto al governo misure immediate come la riduzione della pressione fiscale e del costo del lavoro,l'aumento del massimale per i pagamenti in contante e la semplificazione delle procedure per il rilascio dei visti turistici e ha invitato gli italiani a sfruttare le opportunità tariffarie di settembre. La riduzione dei listini in durante questo periodo puù arrivare anche fino al 30% come è emerso da un'analisi della Coldiretti/ixe dalla quale si è evidenziato che sono 4,9 milioni gli italiani che hanno scelto di trascorrere almeno un giorno di vacanza fuori casa a settembre perché amano la tranquillità ma anche perché sono stati delusi dal maltempo di luglio e agosto. Anche se il mare resta protagonista, si è registrato un aumento in percentuale del turismo legato alla natura in montagna, nei parchi e nelle campagne rispetto alle mete tradizionali.

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