Economia 6 Settembre Set 2014 1000 06 settembre 2014

Lavoro, 4 mosse per farsi assumere

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Giovani laureati Laurea e diploma restano la carta migliore per assicurarsi un posto di lavoro nel 2014, ma cresce l’interesse delle imprese per chi ha scelto un percorso di formazione professionale e - indipendentemente dal titolo di studio – per candidati in possesso di un’esperienza lavorativa pregressa. Insomma laurearsi non significa la certezza di un lavoro, né tantomeno la sicurezza di un buono stipendio a fine mese. Sempre di più la differenza la fanno le esperienze passate. Vediamo cosa cerca chi offre un posto di lavoro. TURISMO, CONTABILITA’ E MECCANICA, I CAMPI PER CHI NON HA UNA LAUREA. Come dimostrano i dati raccolti da Unioncamere, l’unione delle Camere di Commercio italiane, e dal ministero del Lavoro, nel 2014 le assunzioni di candidati con una qualifica o un diploma professionale (con contratto stagionale o non stagionale) potranno raggiungere entro fine anno la quota di 89mila unità (20.200 in più del 2013), corrispondenti al 14,5% delle assunzioni totali di lavoratori dipendenti programmate dalle aziende, contro il 12,2% dello scorso anno. Nella classifica delle migliori professioni per chi non dispone di una laurea, rispetto al 2013, si conferma in cima alla classifica il campo amministrativo-commerciale (nel 2014 saranno 48.300 assunzioni stagionali e non stagionali), seguito dal turistico-alberghiero (41.400) e da quello meccanico (20.200). Ma tra questi, quello turistico resta in assoluto il settore dove c’è maggiore richiesta di personale. Tra il 2013 e il 2014 il settore del turismo ha offerto in Italia la bellezza di 10.400 in più rispetto all’anno scorso. Incoraggiante, soprattuto di questi tempi, anche l’incremento del settore meccanico (9.100 posti in più) e quello socio-sanitario (8.600). ECONOMISTI E INGEGNERI I PIU’ RICHIESTI MA OCCHIO ALLA PREPARAZIONE SUL CAMPO. Economisti e ingegneri elettronici e dell’informazione si confermano anche quest’anno al vertice della domanda di profili di laureati espressa dalle imprese: 18.800 le assunzioni stagionali e non stagionali dei primi, 8.400 quelle dei secondi. I diversi indirizzi di ingegneria, sommati tra loro, arrivano però quasi ad intaccare il primato dei dottori in Economia, con le loro 18.400 assunzioni complessive previste. All’indirizzo elettronico e dell’informazione, si aggiungono infatti i 5.300 posti di lavoro saranno messi a disposizione degli ingegneri industriali (al terzo posto in classifica), 3.200 agli altri indirizzi di ingegneria e 1.500  all’indirizzo civile e ambientale. Quarto e quinto posto della classifica sono riservati ai laureati nelle materie dell’insegnamento della formazione (5.200) quindi a quelli con indirizzo sanitario-paramedico (4.900). NON SOLO LIBRI, PUNTARE A COMPETENZE REALI. Fatevi più esperienze possibili. Sembra essere questo il consiglio di chi assume. L’istruzione specifica conta ma non è tutto. Come spiega Unioncamere, infatti, nel 2013 si è alzata di un punto percentuale l’asticella della richiesta di esperienza da parte delle imprese, interessando nel 2014 il 57,2% delle assunzioni stagionali e non stagionali programmate contro il 56,1% del 2013. A crescere rispetto allo scorso anno è soprattutto la quota di assunzioni con esperienza riservate ai laureati: 65,6%, contro il 62,9% dello scorso anno. FARE ESPERIENZE SUL CAMPO GIA’ MENTRE SI STUDIA. Percentuali comunque superiori al 60% dei posti di lavoro messi a disposizione sono destinate anche a quanti, tra diplomati e qualifiche professionali, abbiano un curriculum che non si fermi al solo titolo di studio. D’altro canto, le imprese sembrano convinte del disallineamento esistente tra formazione scolastica e universitaria e lavoro “sul campo” DOPO LA SCUOLA, CORSI NELLE AZIENDE. Per il 77,6% delle assunzioni programmate di laureati, le imprese (specie quelle di più grandi dimensioni) ritengono necessario prevedere una formazione aggiuntiva subito dopo l’assunzione, attraverso corsi “strutturati” esterni e interni o anche in affiancamento a personale esperto già presente in azienda. Per i diplomati e per le persone con qualifica professionale, l’analoga quota è invece sensibilmente più contenuta: 64,3% nel primo caso, 45,3% nel secondo. “Il titolo di studio oggi non basta più”, spiega il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, “chi assume chiede un’esperienza diretta del mondo del lavoro, acquisita già durante gli anni della scuola. Per questo i percorsi di alternanza scuola-lavoro non devono più essere l’eccezione ma la regola per i nostri ragazzi”.

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