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finanza 7 Settembre Set 2014 1050 07 settembre 2014

Visco: «Italia indietro, certezze per investimenti»

Il governatore della Banca d'Italia chiede più garanzie a Renzi.

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Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco.

Affinché le riforme siano efficaci occorre certezza e continuità politica, ha spiegato il governatore della banca d'Italia Ignazio Visco in un'intervista a Repubblica, poiché «Se da noi ogni volta che c'è un cambiamento politico si rimettono in discussione tutte le scelte precedenti, l'effetto delle riforme diventa debole. Gli investimenti dipendono anche dallo stato di certezza o incertezza».
«SPAGNA MEGLIO DELL'ITALIA». Il governatore della Banca d'Italia ha fatto il paragone con la Spagna, «che non ha fatto più riforme di noi, eppure a differenza dell'Italia, cresce al 2%», e ha spiegato che l'effetto delle riforme è diverso quando c'è «la percezione che non saranno riviste e saranno attuate con rapidità rispetto».
Visto che «ci sono molti interventi da fare», ha aggiunto Visco, «dobbiamo riuscire a dire con chiarezza qual è il punto d'arrivo e quali sono i tempi giusti per ciascuno dei passi necessari a raggiungerlo». Sulla svolta nella politica monetaria della Bce, Visco ha detto che «la continua discesa del tasso d'inflazione ha convinto dei rischi anche coloro che in passato erano rimasti scettici, e le stime ricavabili dagli strumenti finanziari suggeriscono che l'inflazione risalirà su livelli vicini al 2% solo in un orizzonte di sette o otto anni».
«PIÙ OBBLIGAZIONI PER GARANTIRE STABILITÀ». Se necessario, ipotizza il governatore, «come mostra anche il lancio di un nuovo programma di acquisti di obbligazioni garantite, non dovremo esitare a intraprendere altre azioni, se necessarie per garantire la stabilità monetaria», ha spiegato rispondendo a una domanda sul 'quantitative easing', gli acquisti su larga scala anche di titoli di Stato.
Visco ha poi rilevato l'importanza di una visione europea comune. Nel breve termine «l'utilizzo dei margini di flessibilità previsti dalle regole di bilancio e di rientro del debito europee e nazionali dovrebbe essere attuato in maniera coordinata a livello europeo», tenendo ferma «la vigilanza sulla sostenibilità di lungo termine dei conti pubblici di ciascun Paese», è interesse comune, ha concluso, che «l'orientamento di politica fiscale dell'intera area divenga in questa fase più espansivo».

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