Economia 8 Settembre Set 2014 0941 08 settembre 2014

A Electrolux gli elettrodomestici di Ge

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Electrolux Electrolux ha raggiunto un accordo per comprare l'unità degli elettrodomestici di General Electric per 3,3 miliardi di dollari in contanti. Lo si legge in una nota. Si tratta della maggior acquisizione di sempre per la multinazionale svedese, che con tale operazione cresce soprattutto nel Nord America. L'unità negli elettrodomestici di General Electric, GE Appliances, è uno dei principali produttori di elettrodomestici per la cucina e di lavatrici negli Stati Uniti, dove genera il 90% del fatturato, con prodotti che regnano nelle case americane da più di cent'anni. OBIETTIVO: ESPANSIONE NEGLI USA. Con l'acquisizione Electrolux ritiene di rafforzare la propria posizione come player globale negli elettrodomestici. La mossa in Nord America verrà finanziata per tre quarti da prestiti bancari e per un quarto da un'emissione di diritti al completamento dell'acquisizione. L'unità di General Electric, con quartier generale a Louisville, nel Kentucky, ha nove impianti produttivi e 12 mila dipendenti. Electrolux si attende sinergie di costo per 300 milioni di dollari l'anno, dopo una spesa straordinaria di 300 milioni di dollari per implementare l'acquisizione e spese in conto capitale per 50-70 milioni di dollari. I NUMERI DEL GRUPPO. Sulla base dei dati del 2013, dalle vendite per 16,8 miliardi di dollari generate nel 2013 da Electrolux, con i 5,7 miliardi di GE Appliances (inclusa una partecipazione del 48,4% nella messicana Mabe), il nuovo gruppo ha vendite aggregate per 22,5 miliardi di dollari, senza considerare le sinergie potenziali. Il margine operativo lordo di Electrolux è di 1,1 miliardi, quello di GE Appliances di 0,4, portando il gruppo combinato a un mol di 1,5 miliardi. Electrolux ha 61 mila dipendenti al mondo, 50 mila nella produzione, con una ventina di impianti in Europa. LE CHIUSURE DEGLI IMPIANTI IN ITALIA. In Italia quest'anno il gruppo era stato al centro delle cronache per l'ipotesi di alcune chiusure. L'accordo poi raggiunto ha escluso delocalizzazioni e licenziamenti fino al 2017, garantendo 150 milioni di investimenti nei quattro stabilimenti del gruppo a Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Solaro (Milano) e Forli', dove lavorano oltre 6 mila persone.

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